Garante della privacy: basta strapotere dei colossi web

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Nella sua relazione al Parlamento, Soro denuncia il quasi monopolio di alcune aziende su Internet e, nel pieno dello scandalo datagate, afferma: "Non si protegge la democrazia limitando la libertà". In arrivo nuove norme sulle intercettazioni

Riservatezza sempre più a rischio, strapotere dei colossi del web da arginare e norme sulle intercettazioni. Sono questi i punti toccati dalla relazione annuale del garante della Privacy Antonello Soro. E' soprattutto quanto accaduto negli Stati Uniti, dove le inchieste del Guardian e del Washington Post hanno svelato la raccolta dei dati del traffico telefonico (ma anche di quello sui social netwrok) da parte delle agenzie di sicurezza, che sembrano preoccupare Soro.
"La pretesa di proteggere la democrazia attraverso la compressione delle libertà dei cittadini rischia di mettere in discussione l'essenza stessa del bene che si vuole difendere" dice infatti il Garante, che sottolinea invece l'impegno dell'Unione Europea a non "rivedere al ribasso" la tutela della riservatezza. Su questi temi, spiega "abbiamo immediatamente avviato contatti con le altre Autorità europee con l'obiettivo di promuovere un'azione congiunta. L'Europa non è prigioniera di una illusione quando tenta di fronteggiare questi mutamenti".

"Il potere dei colossi del web"
- Soro punta il dito anche contro i colossi del web, da Google a Facebook, il cui potere su Internet "non può più essere ignorato, così come non sono più accettabili le asimmetrie normative rispetto alle imprese europee che producono contenuti o veicolano servizi". "Nel mondo globalizzato - sottolinea Soro - si confrontano una moltitudine di individui che quotidianamente alimentano il mercato dei dati, ed un numero ridotto di soggetti di grandi dimensioni (i cosiddetti Over the top che dominano in specifici ambiti, come Google fra i motori di ricerca, Facebook fra i social network, Amazon fra le vendite on-line) che esercitano la propria attività in posizione pressoché monopolistica e presso i quali si concentra, indisturbato, l'oceano di informazioni che circolano in Rete".
Non è ammissibile, spiega Soro, che questi colossi diventino proprietari dei dati personali che raccolgono. Una tutela che però dovrebbe partire direttamente dagli utenti. Gli interessati in prima persona, ammonisce Soro, "devono acquisire nuova consapevolezza, diventando parti attive nel pretendere e richiedere la tutela dei propri dati e la trasparenza dei trattamenti cui sono sottoposti". Il rischio, sottolinea Soro, è che gli utenti siano eterodiretti nelle loro scelte in rete e ricorda: "Gli algoritmi non sono neutrali".



Lotta alla violenza verbale
- Ma la tutela degli utenti della rete deve avvenire anche rispetto ai rischi della violenza verbale. Soro ammonisce contro gli "illeciti, tutt'altro che di opinione!" che "rischiano di rendere la rete, da potente strumento di democrazia, spazio anomico dove si può impunemente violare i diritti". Il garante per la Privacy nota come nelle piazze virtuali "in molti, troppi casi l'opinione dissenziente si trasformi in offesa, la critica tracimi nell'oltraggio". E così la rete "può essere utilizzata come canale di propagazione di ingiurie, minacce, piccole o grandi vessazioni, fondate sull'orientamento di genere o dirette contro le donne in quanto tali ovvero le minoranze etniche o religiose: con conseguenze a volte drammatiche". E' un tema, riconosce il Garante, che "appassiona e divide le opinioni pubbliche in ogni parte del pianeta". A suo giudizio, "si dovrebbe riflettere su forme di responsabilizzazione dei principali protagonisti della Rete tali da bilanciare il diritto all'anonimato con le esigenze di accertamento dei reati, nella convinzione che non possa lasciarsi tutto all'ordine privato del mondo affidato alla sola logica di mercato. Anche perché troppo spesso i monopolisti operanti sul web, in una logica puramente mercantile, si sono piegati a richieste, anche censorie, di governi non democratici". 

Nuove norme sulle intercettazioni - Parlando poi di questioni più nazionali, come il tema delle intercettazioni pubblicate sui giornali, Soro ha ricordato che "il bilanciamento tra libertà di stampa e  dignità della persona è condizione essenziale per una società libera, democratica e pluralista". Inoltre, "con la moltiplicazione delle fonti informative, l'etica professionale acquisisce una rilevanza ancora maggiore per garantire un'informazione responsabile e rispettosa dei diritti e delle libertà della persona". Secondo il garante della Privacy  bisogna "garantire il più possibile le parti processuali e i terzi terzi coinvolti, unitamente al segreto investigativo". E aggiunge: "Nelle prossime settimane adotteremo un provvedimento generale per indicare soluzioni idonee ad elevare lo standard di protezione dei dati trattati ed evitarne indebite divulgazioni".

Boldrini: "Tutela privacy non diventi bavaglio all'informazione" - Su questo tema è intervenuta anche il presidente della Camera Laura Boldrini:  "Il diritto alla riservatezza va contemperato con altri diritti ugualmente rilevanti, come il diritto-dovere di cronaca esercitato da chi svolge attività informativa". E ancora: "La tutela della privacy e la  protezione dei dati personali non possono mai essere adoperati  pretestuosamente per mettere ostacoli all'informazione". Per Boldrini infatti "non si può negare ai cittadini il diritto di ricevere notizie, né la tutela della privacy e la protezione dei  dati personali possono essere addotti dalla pubblica amministrazione  come ragione per evitare di fornire i dati che la trasparenza impone  di rendere accessibili". Al tempo stesso però "riconoscere i diritti  dell'informazione, del giornalismo, non significa naturalmente che in  nome della cronaca possa essere travolta ogni sfera personale".



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