Processo Ruby, Minetti in aula: "Amore vero per Berlusconi"

Cronaca

L’ex consigliera regionale del Pdl, imputata con Emilio Fede e Lele Mora per favoreggiamento della prostituzione anche minorile, ha reso dichiarazioni spontanee: “Mai pensato che Karima fosse minorenne”. Fede scrive alla Corte: “Niente sesso ad Arcore”

"Tengo a precisare che il mio è stato un sentimento d'amore vero per Silvio Berlusconi". Lo ha detto Nicole Minetti (AUDIO) nelle dichiarazioni spontanee rese venerdì 7 giugno al processo Ruby bis (lo speciale), ribadendo più volte che lei non ha mai "introdotto" le ragazze ad Arcore né gestito "nulla". Al tribunale di Milano (FOTO) è stato il giorno delle dichiarazioni spontanee dei tre imputati, Minetti, Mora e Fede, accusati di favoreggiamento della prostituzione anche minorile. Ma solo l'ex consigliera regionale del Pdl si è presentata in Aula. Il giornalista Emilio Fede ha invece consegnato una lettera alla Corte, mentre l'ex agente dei Vip Lele Mora non ha voluto rilasciare dichiarazioni, né a voce né scritte.
Per tutti e tre, il pm ha chiesto una condanna a 7 anni reclusione. E, a proposito dell'ex consigliera regionale della Lombardia, ha precisato: "Fece sesso a pagamento".

Minetti: non sapevo che Ruby fosse maggiorenne -
L'ex igienista dentale , ex ballerina, ed ex esponente del Pdl al Pirellone, che prima di entrare in aula ha dichiarato che la politica non le manca ("Sto una favola" ha detto), davanti ai giudici ha parlato anche della notte in Questura, quando tra il 27 e il 28 maggio 2010 ottenne l'affidamento di Ruby: "Fu ancora una volta un atto di generosità, pensavo di fare del bene" ha detto.
L'ex igienista dentale ha poi aggiunto che "solo in quell'occasione la ragazza si è rivelata essere minorenne" (AUDIO). Minetti ha inoltre spiegato di aver conosciuto Karima per la prima volta il 14 febbraio 2010: "Non ho mai avuto modo di pensare, come gli altri, che avesse un'età diversa da quella che dichiarava". Quanto ai 122 contatti telefonici con lei,  contestati dall'accusa, Minetti li esclude "categoricamente".

Fede scrive alla Corte: "Ad Arcore niente sesso" - Al processo Ruby bis che lo vede imputato, il giornalista Emilio Fede ha rinunciato a rendere dichiarazioni spontanee ma ha inviato alla corte uno scritto in cui dice di "non aver invitato Ruby" ad Arcore né di ricordare di averla conosciuta, respingendo le accuse mossegli dai pm durante la requisitoria.
"Mi limito a ricordare che di  fronte a voi ci sono, con tutti i loro diritti e doveri, esseri umani e che, come tali, non dovrebbero essere sottoposti a mortificazioni al di là di quelli che sono ancora reati presunti". "Assaggiatore, scene orgiastiche, situazioni  bacchiche - prosegue - offrono una triste e aberrante descrizione della realtà, offendono l'imputato che ha sempre e comunque il diritto costituzionale alla presunzione d'innocenza". Fede spiega inoltre che ad Arcore "non ci furono rapporti sessuali" né "nudità" né "balletti osceni".

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