Scontri Terni, indagato operaio: "Ma non ho ferito nessuno"

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Un lavoratore di 37 anni consegna volontariamente alla polizia l'ombrello che secondo i filmati sarebbe stato usato contro il sindaco. Ma si discolpa: "Non l'ho colpito io". Il capo della polizia difende gli agenti. Proteste anche alla Indesit in Campania

Riconosce di essere lui la persona ripresa da un video mentre brandisce un ombrello durante gli scontri con le forze di polizia alla manifestazione dei lavoratori dell'Ast di Terni, ma si dice certo di non avere colpito nessuno, tanto meno il sindaco di Terni, Leopoldo di Girolamo. Si difende così l'operaio 36enne di Narni, ascoltato dalla polizia dopo gli scontri di mercoledì 5 gennaio e identificato dalle forze dell'ordine come colui che avrebbe colpito alla testa il sindaco di Terni durante la manifestazione di protesta.

L'operaio ha consegnato spntaneamente l'ombrello - L'uomo, assistito dall'avvocato Emilio Gubbiotti, avrebbe riferito di aver brandito l'ombrello quando si è trovato in mezzo alla calca ma di non aver colpito nessuno. Il suo legale definisce il 36enne come un uomo "tranquillo e sereno", padre di due figli, incensurato. Lavora alle acciaierie di Terni come operaio da circa dieci anni. Il legale ha anche riferito che è stato lo stesso 36enne a "mettere spontaneamente a disposizione della polizia l'ombrello" che è poi stato sequestrato. L'operaio, è stato formalmente iscritto nel registro degli indagati in un fascicolo in cui si ipotizza a suo carico i reati di lesione, di riunione pubblica non autorizzata, violenza o minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, getto pericoloso di cose e interruzione di pubblico servizio. La questura di Terni, in una nota precisa inoltre che "dalle  riprese video, è emerso che il sindaco di Terni è stato colpito al capo con il manico di un ombrello da un manifestante".

Il sindaco: "Atteggiamento incomprensibile da parte della polizia" - Ma intanto è polemica per il comportamento delle forze dell'ordine nel corso della manifestazione degli operai. Proprio il sindaco Di Girolamo, parla di "atteggiamento incomprensibile di rigidità da parte delle forze dell'ordine, una reazione fuori luogo e spropositata". Difende invece l'operato degli agenti il ministro degli Interni Angelino Alfano, secondo cui la polizia ha svolto regolarmente il proprio dovere.

Alessandro Pansa: "Quei poliziotto sono figli di operai" - E a difendere gli agenti è anche il nuovo capo della polizia Alessandro Pansa che, a SkyTG24, afferma che quello di Terni "non è un caso chiuso, perché c'è un 'attività ispettiva in corso che deve completare tutto il suo iter". "Allo stato dei fatti - aggiunge - abbiamo quattro feriti, tre sono poliziotto e uno è il sindaco, che non è stato ferito dalla polizia". Ma il neocapo della polizia ci tiene a sottolineare che "non c'è dubbio alcuno sulla democraticità della polizia nei rapporti con la piazza, nei rapporti con i cittadini e anche nella situazione di tensione. Quei poliziotti sono per il 90% figli di operai, che hanno un problema: sono sicuri che la maggior parte dei loro figli non avranno neanche la possibilità di diventare operai."


Proteste in Campania davanti alla Indesit - Ma quello di Terni non è l'unico centro caldo della protesta operaia. In Campania sono scesi in strada i lavoratori dello stabilimento della Indesit, per protestare contro l'annunciato trasferimento di parte della produzione dall'Italia verso la Turchia e la Polonia.
Secondo il piano della multinazionale degli elettrodomestici sono a rischio 1400 posti di lavoro dei 4300 che l'azienda ha in Italia.


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