Processo Ruby, la difesa: "Berlusconi deve essere assolto"

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Ghedini: "L'imputato era convinto che Karima fosse egiziana". Poi attacca i giudici di essere prevenuti: "Richiesta di pena stratosferica. Il fatto non sussiste". Il 24 giugno la sentenza per il Cavaliere, accusato di concussione e prostituzione minorile

"Stratosferica e straordinaria". Con questi due aggettivi l'avvocato Niccolò Ghedini ha definito la richiesta di pena a sei anni di carcere avanzata dal pm Ilda Boccassini nei confronti di Silvio Berlusconi, accusato di concussione e prostituzione minorile nell'ambito del cosiddetto processo Ruby (lo specialele foto). "Per noi la soluzione deve essere quella che il fatto non sussiste", ha detto il legale nel corso dell'arringa difensiva, chiedendo l'assoluzione del Cavaliere. Ghedini ha definito "prevenuti" i giudici davanti ai quali si celebra il processo e ha sostenuto di aver "avuto l'impressione di ingenerare un certo qual fastidio nei confronti dei giudicanti" (VIDEO). Poi, ha affermato che il suo assistito era "convinto" che Karima El Marough fosse egiziana: Berlusconi ne parlò in un "pranzo istituzionale" e questo dimostrerebbe che ne era certo, "a meno che non lo si ritenga un pazzo". A confermarlo non sono stati, ha ricordato, solo testi della parte politica dell'imputato, come gli ex ministri Franco Frattini e Giancarlo Galan, ma anche un teste 'neutrale' come l'interprete del vertice italo-egiziano del 2010.
Poi, ha preso la parola l'avvocato Piero Longo che nella sua arringa ha chiesto che il tribunale di Milano si dichiari incompetente e ritenga i reati di tipo ministeriale o che, in subordine, dichiari la propria incompetenza territoriale a favore del tribunale di Monza o, in ulteriore subordine, assolva Silvio Berlusconi, perché i fatti non sussistono o perché non costituiscono reato. Il processo è stato aggiornato al 24 giugno, giorno in cui dovrebbe arrivare la sentenza.

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