Palermo, Don Puglisi è beato. Fu ucciso dalla mafia nel 1993

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Almeno 100 mila persone in preghiera per l’acclamazione del prete che sfidò Cosa Nostra e fu assassinato su ordine dei boss Graviano. Il presidente Napolitano: “Il sacerdote martire è stato un esempio di coraggio”

E' beato il sacerdote ucciso dalla mafia. Padre Pino Puglisi, per il quale erano inscindibili la passione per Cristo e quella per l'uomo, è stato ammazzato su ordine dei boss Graviano il 15 settembre 1993, nel giorno del suo 56esimo compleanno, e Benedetto XVI ha riconosciuto che l'esecuzione fu "martirio", consumato "in odio alla fede". Oggi, sabato 25 maggio, la proclamazione della Chiesa, dai toni semplici, sulla spinta di un popolo che ha partecipato in massa: almeno centomila persone sul grande prato verde del Foro Italico, davanti all'altare con alle spalle il mare. Si potrà adesso celebrare la sua festa ogni anno il 21 ottobre.

L'arcivescovo di Palermo, cardinale Paolo Romeo, nella sua omelia ha detto che il sorriso e l'azione del parroco di Brancaccio, instancabile e gioioso educatore, che nelle strade degli uomini cercava l'incontro e il dialogo, hanno sconfitto Cosa nostra: "Più guardiamo il volto di don Pino Puglisi", di cui durante il rito è stata disvelata solennemente una grande foto, "più sentiamo che il suo sorriso ci unisce tutti. Sorride ancora don Pino. La Chiesa riconosce nella sua vita, sigillata dal martirio in odium fidei, un modello di imitare". E ha aggiunto: "La mano mafiosa che il 15 settembre 1993 lo ha barbaramente assassinato ha liberato la vita vera di questo 'chicco di grano', che nella sua opera di evangelizzazione moriva ogni giorno per portare frutto. Sottraeva alla mafia di Brancaccio consenso, manovalanza, controllo del territorio". "Il giorno dell'omicidio Palermo pianse, oggi è nella gioia perché da quel sangue è nato un popolo nuovo", ha detto il postulatore della causa di beatificazione monsignore Vincenzo Bertolone.

Don Pino "continua a rappresentare - ha scritto in un messaggio il capo dello Stato Giorgio Napolitano - un esempio per tutti coloro che non intendono piegarsi alla prevaricazioni della criminalità organzzata. Un sacerdote il cui martirio costituisce una grande testimonianza di fede cristiana, di profonda generosità e di altissimo coraggio civile". "Uno dei miracoli di Don Pino è stato quello, con il suo sorriso, di fare convertire due dei feroci killer che hanno dato un contributo per la verità e giustizia, anche recentemente, facendo riaprire indagini come quella della strage di via D'Amelio", ha riconosciuto il presidente del Senato Pietro Grasso, ex procuratore nazionale antimafia, che ha aggiunto: "La conversione sincera di Spatuzza e Grigoli ha dato un contributo alla verità. Puglisi è morto per essere stato un punto di riferimento che toglieva aria e territorio ai mafiosi. Il suo omicidio come quello del piccolo Di Matteo sono delitti per i quali la mafia ha pagato e continua a pagare in termini di consenso". Un sacerdote "esemplare, martire della fede e della carità educativa, in particolare verso i giovani: continui a suscitare nella comunità ecclesiale e civile risposte generose e coerenti", è l'auspicio del segretario di Stato del Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone.

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