Lusi torna in libertà. Revocati gli arresti domiciliari

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"Sono commosso, continuerò a seguire il processo con la massima serenità e fiducia nel collegio giudicante" ha commentato l’ex tesoriere della Margherita. E’ accusato di essersi appropriato in modo illecito di 25 milioni di euro dalle casse del partito

Torna in libertà Luigi Lusi, l'ex tesoriere della Margherita sotto processo a Roma con l'accusa di essersi appropriato illecitamente di 25 milioni di euro dalle casse del partito. Lo ha deciso la quarta sezione del tribunale di Roma. Lusi era ai domiciliari nel convento di Santa Maria dei Bisognosi di Carsoli (L'Aquila). Il tribunale ha ritenuto, anche alla luce dell'istruttoria dibattimentale, che non sussistano più le esigenze di custodia cautelare dell'imputato.
"Sono commosso, continuerò a seguire il processo con la massima serenità e con la massima fiducia nel collegio giudicante" ha commentato l’ex tesoriere della Margherita. Accompagnato dagli avvocati Luca Petrucci e Renato Archidiacono, i quali non hanno nascosto la loro soddisfazione, Lusi non è riuscito a trattenere le lacrime.

Lusi era entrato in carcere il 20 luglio 2012. Poi, il 18 settembre, il gip di Roma aveva autorizzato il passaggio dal carcere romano di Rebibbia ai domiciliari in un convento. La decisione di scarcerare l'ex tesoriere della Margherita è stata presa nella mattina del 24 maggio nel corso di una nuova udienza del processo, alla quale come le precedenti, Lusi era presente.
Il processo vede imputati, oltre a Luigi Lusi, anche i commercialisti Mario Montecchia e Giovanni Sebastio, e la segretaria Diana Ferri. Tutti devono rispondere di associazione per delinquere finalizzata all'appropriazione indebita. Per Lusi c'è anche la contestazione del reato di calunnia nei confronti dell'ex presidente della Margherita, Francesco Rutelli. La moglie di Lusi, Giovanna Petricone, coinvolta nella stessa indagine ha invece patteggiato la pena davanti al gup a un anno di reclusione.

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