"Berlusconi gestì evasione fiscale". La replica: surreale

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Depositate le motivazioni della condanna d'Appello per frode dell'ex premier: "Ha dato vita a un’operazione illecita". La Cassazione spiega il rifiuto del trasferimento dei processi: "Accuse infamanti a toghe". Berlusconi: "Mai avuto conti all'estero"

"Vi è la piena prova, orale e documentale, che Berlusconi abbia direttamente gestito la fase iniziale per così dire del gruppo B e, quindi, dell'enorme evasione fiscale realizzata con le società Off Shore".
E' quanto scrivono i giudici della Corte d'Appello di Milano nelle motivazioni, depositate giovedì 23 maggio, della sentenza con la quale hanno confermato la condanna a 4 anni di carcere e 5 di interdizione dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi.
"Era riferibile a Berlusconi - notano i giudici - l'ideazione, la creazione e lo sviluppo del sistema che consentiva la disponibilità di denaro separato da Fininvest ed occulto al fine di mantenere e alimentare illecitamente disponibilità patrimoniali estere".
Nel motivare il trattamento sanzionatorio a Silvio Berlusconi, condannato in appello per frode fiscale, i giudici della Corte d'Appello spiegano che l'ex premier ha dato vita, insieme agli altri imputati, a una "operazione illecita organizzata e portata a termine costituendo società e conti esteri a ciò dedicati, un sistema portato avanti per molti anni. Parallelo all'ordinaria gestione delle società del gruppo. Sfruttando complicità interne (ed esterne a esso). Proseguito nonostante i ruoli pubblici assunti. E condotto in posizione di assoluto vertice".

"Fondi utilizzati in modo illecito" - Secondo i giudici, i fondi neri costituiti attraverso la compravendita dei diritti televisivi e cinematografici da parte di Fininvest venivano utilizzati per scopi illeciti.  "Il gruppo Fininvest, e più precisamente il suo fondatore e dominus - scrivono - con l'aiuto tecnico dell'avvocato Mills aveva costituito una galassia di società estere, alcune delle quali occulte, e che occulte dovevano restare anche perché parte di tali fondi era stata utilizzata per scopi illeciti: dal finanziamento occulto a uomini politici, alla corruttela degli inquirenti, alla corresponsione di somme a teste reticenti".
La Corte d'Appello di Milano ha inoltre ritenuto che "in relazione alla oggettiva gravità del reato, è ben chiara l'impossibilità di concedere le attenuanti generiche" all'ex premier.

Cassazione: "Da Berlusconi accuse infamanti a toghe" - Le motivazioni della sentenza sono arriva poco prima di quelle della Cassazione, che il 6 maggio scorso aveva detto no alla richiesta di trasferimento dei processi Ruby e Mediaset da Milano a Brescia.
La richiesta, spiegano i giudici, sembra "ispirata da strumentali esigenze latamente dilatorie", piuttosto che "da reali e profonde ragioni di giustizia".
In particolare, l'assunto secondo cui esistono "contesti deliberatamente persecutori o complottistici dell'intera autorità giudiziaria milanese", mossa nei riguardi di Berlusconi "da non dissimulati e biasimevoli intenti punitivi di segno politico" è un'"accusa infamante", che "colpisce un presupposto o una precondizione irrinunciabili della professionalità e dell'onorabilità del giudice, quali il dovere di imparzialità e l'indipendenza di giudizio".

Berlusconi: "Motivazioni davvero surreali" (guarda il servizio di SkyTG24) - In serata è lo stesso Silvio Berlusconi a definire in una nota le motivazioni della sentenza "davvero surreali". "Mai - prosegue il Cavaliere - ho avuto conti all'estero come risulta indiscutibilmente dagli atti. Mai neppure un centesimo delle asserite violazioni fiscali mi è pervenuto così come parimenti risulta dagli atti. Tutti i proventi dei diritti - aggiunge - sono rimasti in capo alle aziende di terzi che li commercializzavano. Vi è di contro la prova conclamata che alcuni dirigenti infedeli di Mediaset hanno ricevuto svariati milioni di euro per comperare tali diritti. E' ovvio che mai un imprenditore avrebbe potuto tollerare che i suoi dirigenti fossero pagati da fornitori per agevolare gli acquisti nella propria azienda". L'ex premier conclude sostenendo che "se vi è ancora un barlume di buonsenso sull'applicazione del diritto e sulla valutazione del fatto questa sentenza non potra' che essere posta nel nulla riconoscendosi la mia assoluta innocenza".

La difesa: "Decisione non condivisibile" - Gli avvocati di Berlusconii, i parlamentari Pdl Niccolò Ghedini e Piero Longo, hanno invece commentato le motivazioni della Cassazione riguardo allo spostamento del processo: "La motivazione della Corte di Cassazione in merito alla richiesta di spostamento del processo a Brescia non appare in alcun modo condivisibile e i successivi accadimenti, in particolare la decisione assunta dalla Corte di Appello di Milano, dimostrano la fondatezza delle ragioni del presidente Berlusconi".

Brunetta: "Nessun effetto sul governo" - Dal capogruppo del Pdl alla Camera, intanto, arriva la rassicurazione riguardo alla tenuta del governo. "Silvio Berlusconi ha detto con chiarezza che le sue vicende giudiziarie non hanno e non avranno nulla a che vedere con il governo. I governo possono cadere per vari motivi, possono anche cadere per Epifani, ma sicuramente questo governo non cadra' per colpa nostra" ha detto Renato Brunetta (Video)

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