Inchiesta escort, Berlusconi ascoltato a Bari

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Il leader del Pdl è indagato per aver indotto, assieme all'ex direttore dell'Avanti Valter Lavitola, l'imprenditore Gianpaolo Tarantini a mentire all'autorità giudiziaria. L'ex premier ha prodotto una memoria e alcuni documenti

Circa due ore di interrogatorio, in un "clima sereno ed equilibrato". Silvio Berlusconi è stato sentito dalla procura di Bari nell'ambito dell'inchiesta escort, che lo vede indagato assieme all'ex faccendiere napoletano ed ex direttore dell'Avanti Valter Lavitola. I due sono accusati, in concorso, di aver indotto Gianpaolo Tarantini a mentire alla magistratura barese.

Berlusconi, indagato a Bari e vittima di estorsione a Roma - L'interrogatorio si è svolto in una caserma dei carabinieri di Bari alla presenza del pm Drago. Berlusconi era assistito dagli avvocati Niccolò Ghedini, Piero Longo e Francesco Paolo Sisto. Per circa due ore l'ex capo del governo ha tentato di sciogliere il "contrasto" esistente tra l'essere indagato a Bari per concorso in induzione a mentire all'autorità giudiziaria e contemporaneamente essere persona offesa a Roma dal reato di estorsione.

La Procura: 500mila euro a Tarantini - Secondo il pm Drago, Lavitola, in concorso con Berlusconi, ha indotto Tarantini, in cambio di almeno 500.000 euro, a mentire negli interrogatori del 29 e 31 luglio 2009 ai pm baresi che indagavano sulle escort che l'imprenditore barese ha portato a palazzo Grazioli e a Villa Certosa. Fatti sui quali indaga anche la procura di Roma che il 14 maggio scorso ha ascoltato Berlusconi. I pm romani ritengono, limitatamente al periodo marzo-luglio 2011, che Lavitola, Tarantini, la moglie di quest'ultimo, Nicla Devenuto, e due collaboratori abbiano estorto danaro a Berlusconi in cambio delle menzogne che sarebbero state dette da Tarantini alla procura di Bari: cioè che Berlusconi non sapeva che le donne della sua scuderia fossero prostituite.

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