Riciclaggio, arrestato un giudice del Tar del Lazio

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Sono 34 le persone fermate in una maxi operazione diretta dalla Procura di Palermo. Tra di loro due carabinieri e un magistrato amministrativo. Avrebbero offerto il proprio apporto per operazioni illecite di cambio valuta

Due carabinieri e un magistrato del Tar del Lazio sono tra i 34 arrestati di una vasta operazione anti riciclaggio della Guardia di Finanza e diretta dalla Procura di Palermo. Oltre ai due militari e al giudice amministrativo, tra gli arrestati ci sono persone che operavano nell'area dell'intermediazione finanziaria e che, secondo gli inquirenti, facevano capo a Gianni Lapis, noto avvocato tributarista palermitano, ritenuto in passato prestanome dell'ex sindaco di Palermo, Vito Ciancimino, condannato per mafia. Gli avvocati, il giudice del Tar e i due carabinieri arrestati, dietro la prospettiva di lauti compensi - secondo gli investigatori - avrebbero offerto il proprio apporto nella programmazione e nella realizzazione degli affari di cambio valuta di provenienza illecita.

Indagini effettuate grazie ad agente infiltrato
- L'organizzazione criminale "riciclava, in italia e all'estero, denaro sporco - spiegano le Fiamme gialle - frutto di illecite attività e  commercializzava oro in assenza delle prescritte autorizzazioni".  Per smascherare i responsabili, per mesi un finanziere si è  infiltrato nell'organizzazione. "L'organizzazione criminale, operante su tutto il territorio nazionale e all'estero, dedita a violazioni  valutarie in titoli, valori e mezzi di pagamento nazionali, europei ed esteri, nonché all'esecuzione di illecite movimentazioni finanziarie  e di capitali, anche transnazionali, è stata smantellata dai  finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria".

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