Padre e figlio uccisi nel milanese, fermato un dipendente

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Duplice omicidio a Casate. Un operaio,  che era stato minacciato di licenziamento, ha sparato ai suoi datori di lavoro mentre si trovavano all’interno di un bar: "Non li sopportavo più", avrebbe detto ai carabinieri

Duplice omicidio nella mattinata di giovedì 16 maggio a Casate, una frazione di Bernate Ticino, in provincia di Milano. Un uomo di 36 anni, alle 6:25, ha sparato a due persone, il suo datore di lavoro (48 anni) e il figlio (23 anni), in un bar di via Milano, probabilmente a seguito di una lite. L'uomo è stato arrestato dai carabinieri poco prima di costituirsi in caserma. Secondo quanto si apprende, i tre erano legati da rapporti di lavoro e all'origine del gesto ci sarebbero rancori personali. Sul posto, sono intervenute due ambulanze, un'automedica e un elisoccorso del 118 di Milano.

Il titolare lo avrebbe minacciato: "Domani fai a meno di venire"
- Secondo le prime affermazioni rese dal presunto omicida ai carabinieri, l'uomo avrebbe deciso di sparare al titolare e a suo figlio perché non sopportava più le loro "angherie". L'uomo, l'attendibilità della cui storia dovrà essere ora comunque verificata dalle indagini, ha raccontato di subire da anni prese in giro e atteggiamenti dispotici da parte del titolare e di suo figlio. Mercoledì 15 maggio poi, dopo l'ennesima discussione, pare che il titolare gli abbia detto di essersi "stufato di lui" e che dall'indomani avrebbe fatto meglio a "starsene a casa". Una palese minaccia di licenziamento, dunque, che però non sarebbe legata a motivi economici ma a rancori privati.

Lavoravano per piccola azienda edile
- L'uomo, dopo il duplice omicidio, si è allontanato prima in auto e poi a piedi ed è stato bloccato dai militari mentre camminava nei pressi di Cuggiono (Milano). Con sé aveva ancora la pistola usata per sparare, chiusa dentro uno zainetto che portava in spalla. I tre lavoravano per una piccola azienda edile della zona che si occupava di subappalti per i cantieri dell'Expo. In questi ultimi tempi il numero di operai si era ridotto all'osso per la mancanza di lavoro (come per quasi tutte le aziende dello stesso tipo nell'area milanese) ma a pesare sul raptus omicida dell'uomo sarebbero stati i continui screzi e i dissidi.

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