Aggressione Milano, parla un uomo che è sfuggito a Kabobo

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“Ho visto un ragazzo nascosto dietro un cespuglio. Poi mi sono girato e l’ho rivisto a cinque metri da me con un ferro in mano” racconta a SkyTG24 una persona che ha incontrato il 31enne prima che aggredisse cinque passanti, uccidendone tre. VIDEO

“Sono sceso con il cane quella mattina. Ho visto un ragazzo di colore che si nascondeva dietro il cespuglio. Poi improvvisamente mi sono girato e me lo sono ritrovato a 5 metri, con questo ferro in mano. Il cane ha abbaiato e l’uomo si è messo paura”. Così Giovanni racconta a SkyTG24 di aver incontrato, la mattina dell’11 maggio il 31enne ghanese prima che aggredisse a picconate cinque passanti, uccidendone tre. “Non ho chiamato i carabinieri perché non ho pensato che potesse accadere qualcosa grave, era mattina presto” spiega.

Oggi, mercoledì 15 maggio, Mada Kabobo, ora nel carcere di San Vittore, ha ricevuto la visita di un diplomatico ghanese. Intanto, dopo la decisione di proclamare il lutto cittadino nel giorno dei funerali, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha annunciato che Palazzo Marino sarà al fianco delle famiglie delle vittime anche in tribunale. Il Comune di Milano si costituirà infatti parte civile nel processo contro Kabobo. Il sindaco, parlando a margine di un convegno al Tribunale di Milano, ha ribadito il suo sì "alla presenza dell'esercito in città ma solo nei presidi fissi" e ha chiesto di "evitare strumentalizzazioni e polemiche inutili". Polemiche che non sembrano arrestarsi. Davanti a Palazzo Marino, nella notte, alcuni esponenti di Casa Pound hanno esposto alcuni gli striscioni con la scritta: “In ricordo delle vittime, non solo lutto cittadino. Pisapia, sull'immigrazione basta ipocrisia".

Proprio sulle polemiche, è intervenuto oggi 15 maggio anche il ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge che, in un question time alla Camera, ha replicato alle accuse della Lega di non essersi spesa abbastanza nel condannare il triplice omicidio di Milano. "Esprimo le mie profonde e sentite condoglianze ai familiari delle vittime e mi unisco al cordoglio dell'Italia migliore". In Aula, il deputato della Lega Nicola Molteni ha criticato il ministro perché a suo dire "la sicurezza è sempre più inficiata dalla criminalità legata all'immigrazione clandestina". Siamo, ha spiegato, "allarmati per i fatti che si sono verificati a Castagneto Carducci e a Milano, dove un assassino - e non un pazzo - ha ucciso tre persone a picconate. Non abbiamo udito dalle sue parole una censura, una condanna" per quanto accaduto, ha accusato rivolgendosi al ministro. Le chiediamo inoltre se crede che la priorità sia più l'accoglienza o il contrasto". Pronta la replica di Kyenge: "Oggi in Italia esiste la grande questione dell'integrazione degli immigrati. E' ineludibile. E' anche troppo facile" operare certi accostamenti, ma "non esiste alcuna equivalenza tra immigrazione e reati. Si delinque, e occorre giustamente punire, indipendentemente dal colore della pelle. Attenzione a non fomentare odi e a non speculare sul dolore delle famiglie delle vittime".

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