Roma, maltrattamenti all'asilo: arrestate due maestre

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Ai domiciliari un'insegnante e la direttrice della scuola per l'infanzia San Romano. Dalle indagini sarebbero emersi comportamenti violenti anche nei confronti di portatori di disagi e difficoltà psicoinfantili. L'insegnante: "I miei metodi funzionano"

Avrebbero percosso, vessato e umiliato bambini di 3, 4, 5 anni. Sono state arrestate con l'accusa di maltrattamento su minori. Questo il reato contestato a una maestra e alla direttrice della scuola dell'infanzia San Romano, nel quartiere San Basilio di Roma.
A segnalare per primi gli episodi sono stati alcuni colleghi delle donne finite agli arresti domiciliari e alcuni genitori dei bimbi. Riscontri alle accuse sarebbero stati trovati anche nelle immagini filmate dalle telecamere in aula. "I miei metodi funzionano": questo ciò che rispondeva l'insegnante arrestata a chi le contestava l'uso della violenza ai danni degli alunni.
Il Ministero dell'Istruzione, intanto, ha disposto un'ispezione alla scuola dell'Infanzia San Romano mentre il ministro Maria Chiara Carrozza segue con attenzione gli sviluppi della vicenda: "Spero che si faccia luce al più presto sulla vicenda. Se le accuse saranno confermate, si tratterebbe di un caso che richiede una risposta immediata e la massima fermezza".

Maltrattamenti anche su bambini di 3 anni - Quello che emerge dall'ordinanza di custodia cautelare di circa 30 pagine firmata dal gip di Roma, Elvira Tamburelli, lo stesso giudice del caso della scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio, è un quadro di violenze e soprusi ai danni di bimbi anche di soli tre anni. In particolare, il comportamento dell'insegnante ora ai domiciliari era caratterizzato da insulti ed umiliazioni verbali anche nei confronti dei piccoli portatori di disagi e difficoltà psicoinfantili. Alcuni bambini, inoltre, venivano utilizzati come 'kapo' nei confronti dei compagni più piccoli. "Vai da lui e schiaffeggialo", erano gli ordini che l'insegnate dava ad alcuni per punire gli altri. "Altre maestre dell'istituto e la direttrice sono da tempo a conoscenza dei comportamenti della maestra. La direttrice non è mai intervenuta, neppure attivando verifiche interne bensì ha coperto" scrive il gip. La coordinatrice della scuola dell'infanzia, a quanto si apprende, avrebbe infatti cercato di mettere tutto a tacere senza prendere alcun provvedimento e avrebbe fatto ricorso anche a forme di intimidazione e ritorsioni nei confronti di chi accusava la maestra.

L'insegnante: "I miei metodi funzionano"
- L'insegnante, però, era convinta di
agire correttamente: "I miei metodi funzionano". Così, secondo quanto riportato nell'ordinanza cautelare del gip, avrebbe risposto alla bidella che aveva chiesto spiegazioni sul suo comportamento. "E' un metodo antieducativo, però, per me funziona". Questa la risposta che la donna finita ai domiciliari avrebbe dato.
Per il gip quelli della maestra sono "comportamenti minacciosi e violenti che non abbandona nel corso della lezione, mettendo i bambini così piccoli in stato di soggezione e paura costanti". "La natura della relazione aggressiva e ingiustificata, intollerabile, che la maestra ha instaurato e tiene con la sua classe, rende chiaro come la maestra intenda il proprio ruolo educativo", riflette il gip.

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