Assalto alla Tav, si ipotizza il reato di tentato omicidio

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Secondo indiscrezioni le indagini sarebbero orientate su frange eversive non direttamente collegate al movimento No Tav "ufficiale". Intanto su un blog spunta un post contro gli operai: "Condannati a una difficile convivenza sul territorio"

Il tentato omicidio è una delle ipotesi di reato che la Procura di Torino starebbe valutando per l’attacco attuato nella notte tra il 13 e 14 maggio (FOTO) da una trentina di incappucciati a Chiomonte, in Val Di Susa, dove si sta scavando il tunnel geognostico per la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità.
Il fascicolo è stato aperto contro ignoti e nella mattina di mercoledì 15 maggio, a Palazzo di Giustizia, il capo della Digos di Torino, Giuseppe Petronzi, ha incontrato i magistrati che si occupano delle indagini. I pubblici ministeri procedono anche per danneggiamento, porto di materiale esplodente e altri reati satellite.

Frange eversive non collegate ai No Tav "ufficiali"
- Secondo indiscrezioni le indagini sono orientate su frange eversive non direttamente collegate al movimento No Tav "ufficiale". L'episodio, infatti, secondo gli investigatori è stato non solo preparato con cura ma mostra anche modalità diverse dal passato, di tipo vicino al mondo dell'eversione.

In rete spunta un post contro gli operai - "I pochi 'operai' del cantiere di Chiomonte si fanno strumento della loro stessa controparte, tradiscono la propria comunità e la loro terra"; "la loro scelta egoista individuale li mette fuori dalla loro comunità e li condanna meritatamente a una difficile convivenza sul territorio". E' il contenuto di un post comparso su un blog, considerato vicino al movimento No Tav, e finito all'esame della Digos nel quadro degli accertamenti sui fatti in Valle di Susa. A quanto si apprende gli investigatori ritengono il messaggio significativo rispetto ai nuovi obiettivi della frangia oltranzista del movimento No Tav. "Quel loro essere 'operai' - conclude il messaggio - non pulisce le coscienze. Rimangono solo Crumiri".

L'allarme del sindaco di Chiomonte - Per il sindaco di Chiomonte, Renzo Pinard, "sta cambiando la strategia. Stanno avanzando frange estremiste politicizzate e siamo preoccupatissimi”. Il primo cittadino è stato più volte oggetto di minacce e di atti vandalici per le sue posizioni a favore della Torino-Lione. "Se il mio Stato dice che questa è un'opera necessaria - aggiunge - io posso discutere su come realizzarla, ma pensare che l'opera possa diventare momento di sfogo e scontro politico per personaggi che giustificano la loro campagna elettorale, mi trova in disaccordo. Strumentalizzazione? Questo è chiaro".

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