Aggressione a Milano: morto il pensionato. Le vittime sono 3

1' di lettura

Ermanno Masini si trovava in condizioni gravissime all'ospedale Policlinico dopo essere stato colpito a picconate sabato 11 maggio da Mada Kabobo, ora in carcere a San Vittore. Il sindaco Pisapia proclama il lutto cittadino per il giorno dei funerali

E' morto Ermanno Masini, il pensionato che si trovava in condizioni gravissime all'ospedale Policlinico di Milano dopo l'aggressione a picconate subita ad opera di un immigrato ghanese irregolare, poi arrestato, sabato 11 maggio. Le vittime del folle gesto salgono così a tre.
Masini è deceduto alle 7 di mattina di martedì 14 maggio. Era stato sottoposto anche a un'operazione chirurgica, ma le lesioni riportate erano troppo gravi. Il pensionato era stato aggredito intorno alle 6.20 di sabato 11, nei giardinetti in via Adriatico, a poca distanza dai luoghi delle altre aggressioni. L'uomo, di origine modenese, stava portando a spasso il cane e, dalle prime ricostruzioni dei carabinieri, aveva cercato di sfuggire alla furia omicida di Mada Kabobo, che però lo ha raggiunto e colpito ripetutamente,alle spalle.

Nelle ore scorse la morte del 21enne - Lunedì 13 maggio non ce l'aveva fatta neppure Daniele Carella, il 21 enne ricoverato all'ospedale di Niguarda. Il giovane aveva riportato gravi ferite alla testa: era stato operato due volte ed era rimasto in sala operatoria oltre dieci ore. Intanto l'aggressore resta in carcere.

Kabobo al giudice: "Sentivo voci cattive" - "Sentivo voci cattive. L'ho fatto perché sentivo queste voci". Ha risposto così al giudice, Mada Kabobo, durante l'interrogatorio di garanzia di lunedì 13 maggio, avvenuto nel carcere di San Vittore dove l'uomo è rinchiuso. Kabobo parla solo il dialetto del suo paese e non è in grado di esprimersi in un inglese pienamente comprensibile.

Pisapia proclama il lutto cittadino - Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha decretato il lutto cittadino per il giorno dei funerali. Si tratta di un "tragico fatto", ha dichiarato, precisando però che Milano "resta una città sicura come tutte le grandi città metropolitane, nel senso che ci possono essere dei momenti in cui la follia prevale sul buon senso". Pisapia ha anche detto di ritenere che piuttosto che dai militari i pattugliamenti dovrebbero essere fatti "da chi conosce il territorio".

Leggi tutto