Ruby, Boccassini: "6 anni a Berlusconi". Lui: "Bugie e odio"

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La requisitoria del pm: "Non ci sono dubbi sui rapporti sessuali tra il Cavaliere e la ragazza". L'ex premier avrebbe versato 4,5 milioni a Karima. Chiesta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. La replica: "Falsità ispirate da pregiudizio"

Sei anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici. E' quanto ha chiesto il pm Ilda Boccassini al termine della sua lunga requisitoria contro Silvio Berlusconi (VIDEO), imputato nel processo Ruby con l'accusa di prostituzione minorile e concussione. Nel corso della sua arringa il pm ha anche sottolineato che "non vi è dubbio che Karima El Maroud aveva fatto sesso con Berlusconi e ne aveva ricevuto dei benefici" e l'ex premier "sapeva che la ragazza era minorenne".
Dura la reazione di Berlusconi: "Teoremi, illazioni, forzature, falsità ispirate dal pregiudizio e dall'odio, tutto contro l'evidenza, al di là dell'immaginabile e del ridicolo. Ma tutto è consentito sotto lo scudo di una toga. Povera Italia!". Per il legale dell'ex premier Niccolò Ghedini si tratta di "una richiesta altissima".
Il processo è ripreso lunedì 13 maggio dopo una lunga pausa dovuta prima a motivi elettorali e poi all'istanza di rimessione respinta una settimana fa. La prossima udienza è stata fissata per il 3 giugno, quando prenderà la parola la difesa di Berlusconi, mentre la sentenza potrebbe già arrivare il 24 giugno.

Berlusconi imputato per leggi emesse durante suo governo - "Prima di entrare nel merito delle imputazioni ascritte a Berlusconi - ha detto all'inizio della sua requisitoria il pm - volevo ribadire l'importanza della tutela del minore al punto che sono intervenute due leggi importanti, una nel febbraio 2006, la numero 38, e l'altra nel marzo del 2008, volute dal governo Berlusconi", con lo scopo di combattere lo sfruttamento sessuale del minore (leggi l'intervista al deputato pdl promotore della legge).

Boccassini: "Fede sapeva di minore età di Ruby" - "Possiamo immaginare che una persona con cui aveva un rapporto di fedeltà come Fede non avesse detto a Berlusconi che aveva introdotto ad Arcore una minorenne?". Boccassini ha ricordato che Emilio Fede fece parte della giuria di un concorso di bellezza in Sicilia a cui partecipò Ruby che in quell'occasione rivelò la sua minore età.
Boccassini quindi inquadra il ruolo di Nicole Minetti che, secondo il pm, aveva "questo doppio lavoro", ossia "gestiva le case di via Olgettina dove vivevano le ragazze che si prostituivano" e "era un rappresentante delle istituzioni nel Consiglio regionale, pagata dai contribuenti". Anche Minetti, così come Emilio Fede e Lele Mora, continua il pm, era consapevole che Ruby fosse minorenne quando frequentava Arcore. Così come lo sapevano, sempre secondo il pm, diverse persone che frequentavano la ragazza, come Caterina Pasquino e Michelle Conceicao, le quali inoltre erano a conoscenza "che Ruby si prostituiva".

"Nessun dubbio che Ruby si prostituisse" - Sulla giovane ragazza marocchina, il sostituto procuratore ha poi aggiunto che "non abbiamo dubbi che Ruby si prostituisse". La prova, secondo la rappresentante dell'accusa, è stata fornita da diversi testimoni che raccontano della disponibilità economica da parte della giovane di notevoli somme di denaro.
Ruby, continua Boccassini, così come le altre ragazze che avrebbero preso parte ai presunti festini a luci rosse ad Arcore, era alla ricerca del "sogno negativo italiano" e "avvicinò Berlusconi per ottenere denaro facile e possibilità di lavoro nel mondo dello spettacolo, così come le altre giovani".
La ragazze che partecipavano alle feste ad Arcore "facevano parte di un sistema prostitutivo per il soddisfacimento dell'ex premier" ha poi affermato Boccassini, ripetendo le parole già pronunciate dal collega Antonio Sangermano nella prima parte della requisitoria due mesi fa, prima che il processo a carico di Berlusconi venisse sospeso.

"Ruby aveva furbizia orientale"
- Ruby "aveva una furbizia orientale, i genitori non riuscivano a tenerla a freno e lei sfruttava a proprio vantaggio l'avvenenza fisica e il fatto di raccontare la storia della povera musulmana scappata da un padre-padrone" spiega Boccassini. La famiglia della marocchina, invece, a differenza della ragazza "attratta dai soldi facili", si "spaccava la schiena lavorando".

"Ruby mantenuta da Berlusconi" - Subito dopo la prima visita ad Arcore, ricostruisce la Boccassini, iniziano i frequenti contatti di Ruby con gli altri ospiti delle feste: Nicole Minetti, Miriam Loddo, Maristelle Polanco, Lele Mora, Emilio Fede, Barbara Guerra. "E avvengono con il cellulare in uso al ragionier Spinelli dal 26 maggio al 1 giugno". Perché, chiede la Boccassini, i contatti di Ruby con Spinelli, ufficiale pagatore del Cavaliere, iniziano solo alla fine di giugno? "Non può che avere un unico significato: fino a quel momento aveva direttamente dall'imputato Berlusconi quello che le occorreva per vivere, in cambio delle serate ed altro ad Arcore".
Ruby, sempre secondo la requisitoria, aveva dormito diverse notti ad Arcore tra il febbraio e il marzo del 2010 ed era diventata "la preferita, la più gettonata delle ragazze" in quel contesto di "prostituzione ad Arcore" che, secondo l'accusa, "è stato dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio".

"Berlusconi ha mentito in aula"
- Breve battibecco in aula tra il difensore di Silvio Berlusconi Piero Longo e il pm Ilda Boccassini quando quest'ultima afferma che alcuni testimoni "sono stati costretti a mentire". Tra questi, il pubblico ministerio cita Miriam Loddo, una delle ospiti delle cene di Arcore e il collaboratore dell'ex premier  Valentino Valentini. Il pm poi insiste sostenendo che Berlusconi "con le sue dichiarazioni" spontanee, rese nel corso del processo sul caso Ruby, "ha mentito, ma può farlo perché è un suo diritto di imputato".  "Le persone che sono state sentite - aggiunge invece Boccassini - sono a libro paga di Silvio Berlusconi". Il magistrato ha fatto notare che le ragazze "sono state prostitute" spiegando che, a differenza di cio' che sostiene Berlusconi, non sono state danneggiate dalle indagini.

"Da Berlusconi 4,5 milioni di euro a Ruby"
- Secondo quanto riferito da Boccassini durante la sua requisitoria Silvio Berlusconi avrebbe versato oltre 4,5 milioni di euro a Ruby come dimostrerebbero le intercettazioni telefoniche, un biglietto sequestrato alla giovane marocchina e i prelievi fatti dall'ex premier su uno dei suoi conti.

Berlusconi attacca le figlie di Tortora – Intanto, sempre nella giornata di lunedì, Silvio Berlusconi è tornato sulle sue parole al comizio di Brescia, quando si è definito una vittima del sistema giudiziario: "Le figlie di Tortora, la compagna di Tortora, Marco Pannella, hanno perso una buona occasione per stare zitti e non fare brutta figura". "Io non mi sono affatto paragonato a Tortora. Ho solo ricordato, con commozione e con rispetto, un suo pensiero che può ben essere il pensiero di tutti coloro che stanno per essere sottoposti al giudizio di un giudice".

Fa discutere uno speciale di Canale 5 - Sul caso domenica sera è andato in onda su Canale 5 uno speciale sul processo dal titolo "La guerra dei vent'anni: Ruby, ultimo atto", nel corso del quale sono stati mostrati i luoghi in cui si sarebbero svolte i presunti festini nella Villa di Arcore e durante il quale è stato intervistato lo stesso Berlusconi e Ruby.

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