San Raffaele: trovato accordo per evitare 244 licenziamenti

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Dopo una trattativa durata 16 ore, azienda e sindacati hanno siglato l'intesa che salva i posti di lavoro in cambio di un taglio delle retribuzioni del 9%. Il testo dovrà ora essere ratificato dai dipendenti. Trovata un'intesa anche sull'università. VIDEO

Licenziamenti azzerati all'ospedale San Raffaele di Milano. L'accordo fra azienda e sindacati, dopo un'estenuante maratona iniziata ieri alle 14.30, è stato firmato il 10 maggio all'alba, alle 6.40, nella sede dell'Agenzia regionale per l'istruzione, la formazione e il lavoro (Arifl).

Evitati i licenziamenti - L’accordo, firmato da tutte le sigle sindacali, evita i 244 licenziamenti all'Ospedale San Raffaele, in cambio di un taglio agli stipendi e un piano di smaltimento ferie. I 64 lavoratori del comparto che hanno già ricevuto le lettere di licenziamento saranno reintegrati, mentre i restanti 180 licenziamenti non partiranno più. In cambio i lavoratori hanno acconsentito a un taglio degli stipendi, da effettuarsi principalmente attraverso un abbattimento dei superminimi. "Il taglio sarà di una percentuale media del 9%", spiega la coordinatrice RSU Daniela Rottoli. L'azienda inoltre, secondo quanto riferisce la sindacalista, si è impegnata a non attivare altre procedure di licenziamento collettivo fino alla fine del 2014.

Accordo ora al vaglio dei lavoratori - L'accordo sarà ratificato giovedì 16 maggio, dopo l'approvazione dei lavoratori. La formula precisa verrà decisa nelle prossime ore, ma si tratterà probabilmente di un confronto in assemblea. Questa volta il passaggio in assemblea non dovrebbe quindi incontrare sorprese: l'accordo di qualche mese fa era stato infatti bocciato dai dipendenti.

Salva anche l'università
- Nello stesso giorno, alla prefettura di Milano, è stato trovato un accordo per salvare anche il polo universitario del San Raffaele. L'amministrazione dell'ospedale ha annunciato in una nota di aver "accolto la proposta di  mediazione" di Carrozza "con spirito di collaborazione e volendo  tutelare al massimo grado gli interessi e le legittime aspettative di  studenti, specializzandi, dottorandi e docenti". La soluzione adottata, precisano dall'azienda, "e' un ponte che  consente l'avvio del prossimo anno accademico ma che non risolve alla  radice i problemi dell'universita' Vita-Salute e dei suoi rapporti con l'Irccs". Nei prossimi mesi "sara' indispensabile elaborare una  soluzione definitiva, modificando l'attuale statuto o attivando un  nuovo ateneo, che rivolge quanto di positivo e' stato costruito dal  corpo accademico in questi anni ricostituendo l'unita' fra didattica,  ricerca e assistenza e rilanciando un grande ateneo libero e autonomo, di respiro internazionale, patrimonio di tutto il Paese".

Il nuovo cda - Il nuovo presidente del cda dell'Università Vita-Salute San Raffaele sarà il professore Roberto Mazzotta, mentre il nuovo consiglio di amministrazione dell'Università sarà composto da nove membri, dei quali cinque indicati dall'associazione Monte Tabor e tre indicati dall'ospedale San Raffaele. Il nuovo cda resterà in carica fino al 31 ottobre 2014

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