Genova, incidente al porto. Indagati pilota e comandante

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Una nave si schianta contro la torre di controllo: 7 vittime, si cercano dispersi. L’ipotesi di reato è omicidio colposo plurimo, ma a causare la tragedia potrebbe essere stata un'avaria. Letta: "Porto solidarietà di tutto il Paese". FOTO, VIDEO E DIRETTA

LA DIRETTA DI SKYTG24

Si contano i morti, sono sette, si cercano ancora i due dispersi, ma si cerca anche di capire cosa sia realmente accaduto nella tarda sera del 7 gennaio nel porto di Genova, il perché di una strage quando la nave portacontainer Jolly Nero della compagnia 'Ignazio Messina' ha urtato in manovra la torre di controllo a molo Giano e ne ha determinato il crollo (foto).
Alcune delle vittime erano nell'ascensore crollato assieme alla torretta (quasi 60 metri di cemento armato e ferro): al momento dell'urto era appena scattato il cambio di turno del personale. I due dispersi sono entrambi militari della Capitaneria di porto.
Mentre giovedì 9 maggio è prevista una giornata di lutto cittadino a Genova, le ricerche dei due proseguiranno anche durante la notte, impegnando oltre ai sub dei vigili del fuoco anche i sommozzatori dei carabinieri, della Capitaneria di porto e gli incursori del Consubin che si alternano nelle operazioni in acqua.
"Ipotizziamo che i due dispersi si trovino sott'acqua - ha spiegato Gian Carlo Moreschi, capo del Nucleo Sommozzatori dei vigili del fuoco di Genova - dove stiamo concentrando le ricerche che, però, proseguono anche a terra con le unità cinofile. Il problema principale è costituito dal fatto di non avere certezze sulla loro localizzazione. Determinano difficoltà anche gli arredi che si trovavano all'interno della torre e che e' necessario spostare manualmente per procedere nelle ricerche".

L'indagine della Procura - L'inchiesta aperta dal capo della procura di Genova, Michele Di Lecce, parla di omicidio colposo plurimo e, in attesa dell'analisi della scatola nera della nave, vede già indagato il comandante della Jolly Nero e il pilota che si trovava in plancia con lui.
I due potrebbero essere accusati anche di attentato alla sicurezza dei trasporti. Il pm Walter Cotugno, che ha effettuato un sopralluogo, ha sentito una ventina di persone. Si indaga per capire se è vero che, durante la manovra, i motori della Jolly Nero siano andati in avaria e che la mancanza di propulsione abbia causato l'impossibilità di gestire la nave da parte dei due rimorchiatori agganciati alla stessa.
Ma al di là di questo, "quella manovra non doveva essere fatta lì. Normalmente avviene in una zona più all'interno del porto, dove la nave indietreggia di poppa e si gira per uscire di prua dallo scalo. Nessuna nave si avvicina a quell'accosto", dice il presidente dell'autorità portuale genovese Luigi Merlo.

La solidarietà di Letta e Napolitano - Nel pomeriggio di mercoledì 8 gennaio il ministro per le Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha riferito al Parlamento che è in corso una inchiesta tecnica da parte del dicastero.
Quattro le possibili cause dell'incidente avvenuto, secondo Lupi, in condizioni meteo "perfette, ottimali per svolgere in totale sicurezza le necessarie manovre": avarie di propulsione della nave, problemi ai cavi di trazione dei rimorchiatori, eventuali difetti di accosto o di velocità della manovra effettuata.
Sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei familiari delle vittime, sono stati espressi dal capo dello Stato Giorgio Napolitano e dal presidente del Consiglio Letta. La partita di stasera Samp-Catania, intanto, si giochera' con il lutto al braccio anche se la Regione Liguria ne aveva chiesto il rinvio. Le organizzazioni sindacali del settore portuale, dal canto loro, hanno proclamato unitariamente uno sciopero di tutti i lavoratori portuali fino alle 13 di domani, escluso il comparto passeggeri.

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