Spari a Roma, Alfano: "No prodromi di focolai di piazza"

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Il brigadiere ferito davanti a Palazzo Chigi ancora in prognosi riservata e sotto sedazione. Preiti è accusato di tentato omicidio plurimo: per i pm ha agito da solo, senza complici, né mandanti. Il ministro dell'Interno riferisce in Parlamento. VIDEO

Restano invariate le condizioni di Giuseppe Giangrande, il brigadiere ferito in maniera grave nella sparatoria davanti a Palazzo Chigi nel giorno del giuramento del governo Letta, e la prognosi resta riservata. L'uomo, hanno spiegato i medici nell'ultimo bollettino, resta "sedato e ventilato meccanicamente in quanto al momento non è possibile garantire un'autonomia respiratoria efficace e continuativa".
Il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha riferito in Parlamento sull'accaduto: "Non si possono né si debbono leggere - ha detto - i prodromi di focolai di piazza o di tensioni eversive".

Intanto, sul fronte delle indagini, si tiene domani 1 maggio l'udienza di convalida dell'arresto di Luigi Preiti. Secondo quanto si legge nel capo d'imputazione della richiesta di convalida d'arresto inoltrata dai magistrati di Roma al gip, Preiti ha compiuto "atti idonei diretti in modo non equivoco a cagionare la morte, non riuscendo nell'intento per cause indipendenti dalla sua volontà".

A Preiti è contestato perciò il tentato omicidio plurimo "per avere con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso esploso sette colpi di arma da fuoco a distanza ravvicinata e ad altezza uomo, attingendo così al collo il carabiniere brigadiere Giuseppe Giangrande e alla gamba l'appuntato Francesco Negri, mentre tentava di sottrarsi al fuoco dietro un riparo, e al giubbotto operativo di tela il vicebrigadiere Marco Delio Murrighile che lo stava affrontando". All'uomo è contestata anche la detenzione di arma clandestina (una calibro 7.65) di proiettili (cinquanta le cartucce) e la ricettazione. Il tutto con le aggravanti della premeditazione e dell'aver agito contro pubblici ufficiali in servizio di ordine pubblico. Secondo i magistrati, Preiti ha agito da solo, non aveva complici, né mandanti.

Il giudice delle indagini preliminari Bernadette Nicotra sentirà domani 1 maggio Luigi Preiti nel carcere di Rebibbia per l'interrogatorio di garanzia. Insieme con il gip saranno presenti il pm Antonella Nespola e l'avvocato difensore Mauro Danielli.

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