Mondiali di nuoto a Roma: assolti tutti gli imputati

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La decisione del giudice monocratico della Capitale: le opere per la manifestazione sportiva del 2009 furono eseguite senza infrangere norme paesaggistiche. Intanto è stata formalizzata la richiesta di rinvio a giudizio per i lavori del G8 alla Maddalena

Non ci fu alcun abuso edilizio: le opere per i mondiali di nuoto di Roma, nel 2009, furono eseguite senza infrangere le norme paesaggistiche. E' quanto stabilito martedì 30 aprile dal giudice monocratico di Roma che al termine di una vicenda giudiziaria durata oltre due anni ha assolto, con la formula "perché il fatto non sussiste", 19 persone accusate di una serie di violazioni edilizia e paesaggistiche. Il giudice Marina Finiti ha assolto, tra gli altri, Angelo Balducci, l'ex presidente del consiglio nazionale dei lavori pubblici, Claudio Rinaldi, l'ex commissario della rassegnata iridata, e l'architetto Angelo Zampolini, il nome di quest'ultimo compare anche nella vicenda giudiziaria relativa all'appartamento al Colosseo dell'ex ministro Claudio Scajola.

Le assoluzioni -
Il pm Sergio Colaiocco contestava agli imputati una serie di violazioni edilizia e paesaggistiche e aveva concluso la sua requisitoria sollecitando 10 condanne tra le quali quelle di Balducci e Rinaldi. Assolti anche i gestori dei circoli sportivi Salaria Sport Village, Asd Reale Circolo Tevere Remo, Gav Sport City e Flaminio Sporting Club dove erano state costruite le opere per i mondiali.

Chiesto il rinvio a giudizio per l'inchiesta sul G8 -
La sentenza è arrivata proprio nel giorno in cui i pm di piazzale Clodio hanno formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per la "la cricca degli appalti" che vede coinvolti oltre a Balducci e l'imprenditore Diego Anemone anche l'ex capo della protezione civile Guido Bertolaso. In questo filone sono in totale 18 le persone per le quali la Procura capitolina ha sollecitato il processo. Si tratta dell'indagine sulla cosiddetta "cricca degli appalti" nata a Firenze nel 2010 e poi trasferita alla Procura di Perugina e infine inviata dal tribunale umbro a piazzale Clodio nei mesi scorsi per competenza territoriale.

Le accuse -
La richiesta di processo è stata formalizzata dal pm Roberto Felici. La principale accusa mossa a Bertolaso è quella di corruzione poiché nella veste di pubblico ufficiale, secondo l'accusa, avrebbe favorito Anemone in cambio di denaro e favori. A Balducci e Anemone, oltre a diversi episodi di corruzione, viene contestata (insieme ad altri 12 imputati) l'associazione per delinquere.
Il procedimento ruota intorno alla figura del costruttore Diego Anemone. Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di avere fatto parte di un "sistema gelatinoso" in grado di condizionare l'assegnazione di alcuni dei lavori pubblici più importanti degli ultimi anni, dal G8 che doveva tenersi alla Maddalena alle opere per i 150 anni dell'unità d'Italia.

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