Perugia, tracce di sangue e dna accusano Riccardo Menenti

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Si aggrava la posizione dell'uomo accusato, insieme al figlio Valerio, dell'assassinio di Alessandro Polizzi e del tentato omicidio della fidanzata Julia Tosti, il 26 marzo scorso nel capoluogo umbro

Il sangue di Riccardo Menenti sulla scala che conduce all'appartamento dove è stato ucciso il giovane Alessandro Polizzi e ferita la fidanzata Julia Tosti. E sostanze biologiche appartenenti sempre all'uomo sulla pistola del delitto. Potrebbe essere una vera e propria svolta, quella emersa il 26 aprile dall'indagine sull'omicidio compiuto a Perugia il 26 marzo scorso grazie all'attribuzione delle tracce di Dna.
E' quanto emerge da atti depositati dalla Procura di Perugia in vista dell'udienza del Tribunale del Riesame, che si sarebbe dovuta tenere nel pomeriggio del 26 aprile, e alla quale Riccardo Menenti e il figlio Valerio, arrestati dalla squadra mobile del capoluogo umbro, avevano fatto ricorso contro l'ordinanza di custodia cautelare a loro carico. Salvo poi rinunciarvi dopo avere appreso in carcere (dove sono rinchiusi nella stessa cella) dei nuovi risultati della scientifica.

La difesa: "Atti da valutare con attenzione" - "Atti da valutare con attenzione", si è limitato a dire l'avvocato Luca Patalini, difensore di padre e figlio che si sono sempre proclamati innocenti. Il legale non ha invece voluto chiarire quale sia stato l'atteggiamento di Riccardo Menenti dopo avere appreso dei risultati delle analisi genetiche nel corso di un colloquio con i suoi difensori. L'uomo ha sempre sostenuto che la notte del delitto era a casa con la moglie, mentre il figlio si trovava ricoverato in ospedale per le lesioni riportate dopo una lite con Polizzi.

La Procura: il mandante è Valerio Menenti - La procura perugina ritiene che il movente dell'omicidio e del ferimento della Tosti fossero proprio i dissidi tra Valerio Menenti e la vittima. Legati al loro rapporto con Julia, ex di Menenti e poi fidanzata di Polizzi. Secondo gli inquirenti Valerio Menenti sarebbe stato il mandante dell'aggressione e il padre l'esecutore materiale.

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