Basilicata, ai domiciliari due assessori e un consigliere

Agenti della Guardia di Finanza davanti alla sede della Regione Basilicata
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Vincenzo Viti (Pd), Rosa Mastrosimone (Idv) e Nicola Pagliuca (Pdl) sono accusati di truffa e peculato in un’inchiesta sui rimborsi illeciti. Notificati altri otto divieti di dimora. Si dimette il governatore Vito De Filippo

Due assessori e un consigliere della Basilicata sono agli arresti domiciliari nell'ambito di un'inchiesta sull'uso illecito di rimborsi previsti per le loro attività. Si tratta di Vincenzo Viti (Pd, lavoro e formazione) e Rosa Mastrosimone (esterno in quota Idv, agricoltura). Il consigliere regionale ai domiciliari è Nicola Pagliuca, capogruppo del Pdl. I reati contastati sono truffa e peculato.
L’inchiesta, coordinata dal Procuratore capo della Repubblica di Potenza Laura Triassi, ha anche portato alla notifica di otto divieti di dimora nei confronti di: i consiglieri in carica Antonio Autilio (Idv), Paolo Castelluccio (Pdl), Agatino Mancusi (Udc), Mariano Pici (Pdl), Alessandro Singetta (Gruppo Misto), Mario Venezia (Pdl), Rocco Vita (Psi) e l'ex consigliere Vincenzo Ruggiero (Udc). Per sette degli otto consiglieri (tranne Ruggiero), il divieto di dimora consiste nell'impossibilità di soggiornare nella città di Potenza. Per Ruggiero, invece, il divieto si riferisce al paese di Valsinni (Matera), dove ricopre un incarico politico.

In seguito all'inchiesta giudiziaria, che ha investito il consiglio regionale, il presidente della Basilicata Vito De Filippo ha rassegnato le dimissioni. "Ci sono momenti - ha detto De Filippo - in cui le testimonianze sono importanti quanto la sostanza delle cose e la potenza di verità che hanno le parole; in questo tempo il primo esempio da dare è quello di affermare che la politica è una disponibilità di servizio agli altri, non una bramosia. Per questo, di fronte ad un'inchiesta che deturpa l'immagine della Basilicata, con ipotesi forse non penalmente gravi, ma umanamente odiose, ritengo giusto fare un passo indietro determinando, in questo modo, una stagione rinnovata per la Regione".

Nell'inchiesta coordinata sono stati anche sequestrati conti corrente per un valore totale di circa centomila euro. In particolare, le somme sequestrate agli assessori e ai consiglieri regionali lucani indagati variano da circa cinquemila a 18 mila euro.
L'indagine è partita dal sequestro di un'ingente documentazione presso gli uffici regionali effettuato lo ottobre scorso. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti rimborsi per pranzi e cene, costo che il Consiglio riconosce per il vitto. Tali spese sono risultate molto elevate e dalle verifiche si è accertato anche che quasi tutte le ricevute erano state emesse dagli stessi ristoranti. Tra i rimborsi contestati anche quello per le spese sostenute per la cresima di un nipote.

Nelle stesse ore, è arrivata anche la notizia dell’arresto dell’ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte irregolarità nei conti del Carroccio. Belsito è accusato di associazione a delinquere, truffa aggravata e altri reati.

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