Garlasco, il pg: "Stasi è colpevole. Riaprire il processo"

Alberto Stasi
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Il Procuratore generale della Cassazione: annullare la sentenza di assoluzione per Alberto, unico imputato per la morte di Chiara Poggi. La difesa: "In sei anni mai gravi indizi di colpevolezza". Decisione dei giudici attesa per giovedì 18 aprile alle 10

Alberto Stasi è colpevole dell'omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Ne è convinto il sostituto procuratore generale della Cassazione, Roberto Aniello, che ha chiesto ai giudici della prima sezione penale di annullare con rinvio l'assoluzione accordata all'ex fidanzato di Chiara Poggi sia in primo che in secondo grado. La sentenza è attesa per giovedì 18 aprile alle 10 di mattina.
Secondo il pg "l'autore dell'omicidio ben conosceva la vittima come pure la casa" e "non ci sono elementi che parlino di altre persone" all'infuori di Stasi "che potessero avere un movente per uccidere Chiara Poggi". Di più, secondo la pubblica accusa di piazza Cavour, Alberto Stasi la mattina del 13 agosto sarebbe stato colto dal "panico" e sarebbe rientrato a casa Poggi "per controllare se Chiara era viva o morta". Insomma, Alberto Stasi, per dirla col pg "ha simulato il ritrovamento del cadavere di Chiara".

La difesa: mai gravi indizia di colpevolezza - Opposto il parere della difesa di Alberto. "Durante i 6 anni del procedimento nessun giudice ha identificato gravi indizi di colpevolezza su Alberto Stasi" ha detto il legale Angelo Giarda nella sua arringa. E ha chiesto che i ricorsi contro la sentenza d'assoluzione di secondo grado presentati dalla procura generale e dalle parti civili siano dichiarati inammissibili o infondati.

Il pg: difetti di logicità nelle due sentenze che hanno assolto Stasi - Il pg ritiene invece che l'ipotesi accusatoria nei confronti del ragazzo laureato alla  Bocconi di Milano si "sorretta da validi motivi". Roberto Aniello lamenta "difetti di logicità" nelle due  sentenze fotocopia che hanno assolto l'ex fidanzato di Chiara Poggi. 
Nel dettaglio, la Procura della Cassazione ritiene inverosimile che "nel momento della scoperta della fidanzata massacrata, Stasi non si sarebbe nemmeno avvicinato per vedere se era necessario soccorrerla e non abbia nemmeno chiamato il 118". Insomma, per il pg della Cassazione, "è inverosimile che Stasi sia scappato senza avvicinarsi alla fidanzata". Secondo il procuratore generale, poi, nella sentenza di merito c'è stata una "sopravvalutazione della prova scientifica". Ed è stata "una imperdonabile leggerezza" il  mancato sequestro della bicicletta.

"Necessario l'esame sul capello" - Quanto alla richiesta dei genitori di Chiara Poggi di un esame mitocondriale sul capello ritrovato nella mano sinistra della vittima, per la procura della Cassazione sarebbe un "esame necessario. Quel capello - ha sostenuto Aniello - non era lì da tempo. Va accertato se sia della vittima o dell'aggressore". Punto  fondamentale per la pubblica accusa, che dimostrerebbe la colpevolezza di Alberto Stasi, sta nel ritrovamento del cadavere: "La difesa dice che Stasi ha indicato il cadavere di Chiara in una posizione che avrebbe visto successivamente all'omicidio. Bisogna però riconsiderare che senso possa avere che Stasi sia tornato in casa Poggi per scoprire l'omicidio".

"Stasi è tornato a casa per vedere se Chiara era morta" - Secondo la pubblica accusa della Cassazione, infatti, "c'è una ragione precisa per cui Alberto Stasi è ritornato in casa Poggi: quella mattina - ha detto Aniello - Stasi ha fatto telefonate su tutti i cellulari, a intervalli cadenzati. Solo tra le 10.46 e le 10.48 ci sono state 7 chiamate sul telefono di Chiara. Poi alle 13.26/27 succede qualcosa di diverso. C'è una chiamata di Stasi all'utenza di Chiara Poggi. Stasi riceve una risposta muta che dura 12 secondi. La  spiegazione che viene data è che è la risposta dell'antifurto di  casa. Stasi a quel punto esce e si reca a casa di Chiara e non dirà mai di avere avuto una risposta muta e di essere rimasto per 12 secondi al telefono. Stasi è evidente che è stato colto dal panico e che è tornato in casa per controllare se Chiara era viva o morta".

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