Pacco bomba a La Stampa, rivendicazione della Fai

1' di lettura

Con una lettera al Secolo XIX la Federazione Anarchica Informale si attribuisce l'ordigno spedito al quotidiano piemontese: "Giornali di regime e pennivendoli sono nostri obiettivi". In un corteo a Torino sassi contro un giornalista

Con una lettera al quotidiano genovese Il Secolo XIX il gruppo anarco-insurrezionalista della Fai ha rivendicato il pacco bomba spedito martedì scorso alla redazione torinese de La Stampa, pacco non esploso per un malfunzionamento dell'innesco. Nella lettera consegnata al quotidiano ligure si legge che "la Stampa non è che uno dei giornali di regime, perciò ogni singolo pennivendolo è un possibile obiettivo della nostra guerra contro lo Stato e la società che lo sostiene e ne legittima ogni giorno l'esistenza".

La sigla Fai, la Federazione Anarchica Informale, è la stessa, come riferiscono fonti della questura ligure, che ha rivendicato l'attentato dello scorso maggio contro l'amministratore delegato di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, ferito alle gambe con alcuni colpi di arma da fuoco. Per quell'attentato erano stati fermati a settembre due anarco-insurrezionalisti. Il foglio di carta con la rivendicazione del pacco bomba destinato alla stampa è stato sequestrato dalla Digos di Genova.

Intanto il quotidiano La Stampa è tornato oggetto di attacchi di alcuni gruppi anarchici. Nel corso di un corteo di protesta per le vie di Torino sono stati lanciato alcuni blocchi di porfido contro un'auto del quotidiano piemontese. L'autista della vettura è rimasto ferito a un braccio, mentre il redattore e il fotografo che si trovavano sull'auto sono rimasti illesi.

Leggi tutto