Ruby: "Non voglio essere vittima della guerra a Berlusconi"

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La giovane marocchina, al centro del processo che vede imputato l'ex premier, dice: "Ho sempre negato di aver avuto rapporti sessuali a pagamento". E aggiunge: "Ho raccontato bugie per sentirmi diversa". VIDEO e FOTO

Karima El Marough - meglio conosciuta come Ruby Rubacuori, protagonista di una vicenda giudiziaria che vede imputato Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile - ha manifestato davanti al tribunale di Milano per chiedere di essere sentita dai magistrati, ribadendo di non essere una prostituta e di non aver mai avuto rapporti sessuali con l'ex premier (LE FOTO).

Ruby: "Una vera e propria tortura psicologica" - "Oggi ho capito che è in corso una guerra contro Berlusconi e io ne sono rimasta coinvolta, ma non voglio che la mia vita venga distrutta", prima di aggiungere: "La colpa della mia sofferenza è anche di quei magistrati che, mossi da intenti che non corrispondono a valori di giustizia, mi hanno attribuito la qualifica di prostituta nonostante abbia sempre negato di aver avuto rapporti sessuali a pagamento e soprattutto di averne avuti con Silvio Berlusconi", ha detto la giovane marocchina sui gradini del Palazzo di Giustizia, leggendo un lungo comunicato assediata dai giornalisti.
Ruby ha criticato "un atteggiamento investigativo apparentemente amichevole che è progressivamente mutato quando è stato chiaro il fatto che non avrei accusato Silvio Berlusconi. A quel punto sono iniziative le intimidazioni subliminali, gli insulti nei confronti delle persone che mi avevano aiutato... una vera e propria tortura psicologica".

"Ho raccontato bugie per sentirmi diversa" - Chiedendo più volte di essere ascoltata in aula, dove avrebbe dovuto essere sentita in una testimonianza più volte rimandata per sua assenza e poi cancellata al processo in cui è imputato Berlusconi, Ruby ha domandato inoltre che "cessi strumentalizzazione che ho subito".
"Non mi vergogno di me...Ho raccontato bugie per sentirmi diversa e mi spiace di averle raccontate anche a Berlusconi", ha spiegato riferendosi anche al fatto di aver detto di essere la nipote dell'ex presidente egiziano Hosni Mubarak. "Ora so che lui mi avrebbe aiutato anche se gli avessi detto la verità".
"Chiedo che qualcuno ascolti quello che ho da dire in sede istituzionale, che venga messo a verbale quello che ho subìto, anche la violenza psicologica. Non posso accettare che si nasconda la verità", ha aggiunto.

Processo sospeso fino al 22 aprile - Il processo Ruby è sospeso fino al prossimo 22 aprile in attesa della decisione della Cassazione sulla richiesta della difesa di Berlusconi di trasferire il processo a Brescia per legittima suspicione.
Nel processo, l'accusa sostiene che Berlusconi avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento con Ruby, quando la giovane era ancora minorenne, e che abbia cercato illegittimamente di ottenerne il rilascio dalla questura di Milano, dove era stata fermata per furto, con l'obiettivo di occultare la sua relazione con la ragazza.
Berlusconi ha sempre negato entrambe le accuse e Ruby ha sempre detto di non avere avuto alcuna relazione sessuale con l'ex-premier. Nella loro requisitoria - iniziata i primi di marzo e non ancora conclusa a causa dei continui rinvii del processo per gli impegni politici e i problemi agli occhi di Berlusconi - i pm di Milano hanno sostenuto che nella residenza di Arcore dell'ex premier vi era un "collaudato sistema prostitutivo" che vedeva come parte integrante anche Ruby.

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