Fecondazione, giudici: no a eterologa mina la vita familiare

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Il Tribunale civile di Milano solleva davanti alla Consulta la questione di incostituzionalità della legge 40: "Condiziona la possibilità delle coppie eterosessuali sterili o infertili di poter concorrere liberamente" alla propria autodeterminazione

Il divieto di fecondazione eterologa, previsto dalla legge 40, "condiziona" la "possibilità delle coppie eterosessuali sterili o infertili" di "poter concorrere liberamente alla realizzazione della propria vita familiare". Lo scrivono i giudici di Milano che hanno sollevato la questione di incostituzionalità della legge davanti alla Consulta.
Secondo l'indagine del 2012 realizzata dall'Osservatorio sul tirismo procreativo, sono circa 4000 le coppie italiane che nel 2011 hanno varcato i confini nazionali per cercare di dare una risposta al desiderio di avere un bambino. Più di 2000 le coppie che si sono rivolte all'estero per l’eterologa.

L'ordinanza dei giudici - Il Tribunale civile di Milano, con un'ordinanza depositata il 29 marzo scorso, ha stabilito che il divieto di fecondazione eterologa si pone in contrasto con alcuni principi costituzionali, tra cui il diritto fondamentale all'autodeterminazione della coppia, il principio di eguaglianza tra coppie e il diritto alla salute. I giudici chiedono, dunque, alla Consulta di pronunciarsi sulla legge 40. "Siamo contentissimi e molto fiduciosi": questo il commento della costituzionalista Marilisa D'Amico - che con Maria Paola Costantini, Massimo Clara e Sebastiano Papandrea, assiste la coppia affetta da azoospermia completa che ha presentato nel 2010 ricorso al Tribunale civile di Milano per poter accedere alla fecondazione eterologa, vietata dalla legge 40.
"Entro qualche mese, forse entro la fine dell' anno, le coppie in Italia potrebbero avere accesso alla fecondazione eterologa - ha aggiunto - E' necessario che venga resa giustizia e poter provare ad avere un figlio in Italia, non potendosi permettere economicamente di recarsi all'estero".

Legale della coppia: ricorso per chiedere giustizia - Già in passato la prima sezione civile del Tribunale di Milano aveva deciso di inviare gli atti di questo caso alla Consulta per incostituzionalita' della legge 40. Lo scorso maggio, però, la Corte Costituzionale ha deciso di rimandare gli atti ai giudici per "accertare, alla luce della nuova esegesi fornita dalla Corte di Strasburgo, se ed entro quali termini permanga il denunciato contrasto" con le norme costituzionali. I ricorsi erano infatti per lo più basati su una precedente sentenza giunta da Strasburgo, che aveva condannato l'Austria proprio per il divieto di eterologa. Verdetto che è stato, però, poi ribaltato dalla Grande Camera in appello nel novembre 2011. Da qui la richiesta della Consulta di una 'nuova' valutazione ai tribunali.

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