Mafia, confisca record della Dia: 1,3 miliardi

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Colpito l'imprenditore siciliano Vito Nicastri. Secondo la magistratura era vicino a diversi personaggi mafiosi. Il patrimonio sottratto passa ora definitivamente allo Stato. Gli inquirenti: è l'operazione più cospicua mai effettuata in Italia

Beni per un miliardo e trecento milioni di euro sono stati confiscati dalla Direzione investigativa antimafia a Vito Nicastri, imprenditore dell'eolico che si ritiene legato al capo di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro. Il patrimonio, che era stato precedentemente sequestrato, passa ora definitivamente allo Stato. Secondo la Dia, si tratta della confisca di importo più elevata in assoluto mai eseguita in Italia nei confronti di un unica persona.

Colpito il re dell'eolico -
Al centro dell'operazione - autorizzata dal tribunale per le misure di prevenzione di Trapani - ci sono 40 società, immobili e disponibilità finanziarie.
Nicastri è stato arrestato per corruzione nel luglio 2012 nell'ambito dell'operazione "Broken Wings", con l'accusa di aver pagato mazzette a un funzionario del Demanio di Palermo per ottenere in cambio agevolazioni nella realizzazione di grandi parchi eolici. Già nel 2010 Nicastri era finito nel mirino della magistratura e in quell'occasione gli erano stati sequestrati beni per 1,5 miliardi di euro. Secondo gli inquirenti, Nicastri è "contiguo" alla mafia, legato al latitante Messina Denaro, da cui avrebbe ricevuto indicazioni sulla conduzione degli affari.

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