Omicidio Aldrovandi, restano in carcere due agenti

La madre di Federico Aldrovandi con la foto del figlio
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"Mancanza di comprensione della gravità della condotta e cultura della violenza": con questa motivazione il magistrato di sorveglianza ha respinto la richiesta di due poliziotti condannati per la morte del ragazzo. La madre della vittima: "Giusto così"

Restano in carcere Paolo Forlani e Luca Pollastri, due dei quattro agenti di polizia condannati in via definitiva per la morte di Federico Aldrovandi.
Lo ha deciso il magistrato di sorveglianza di Bologna, respingendo la richiesta di detenzione domiciliare in applicazione dello 'svuota-carceri'. Per un terzo agente, Enzo Pontani, l'istanza di detenzione domiciliare non risulta essere stata ancora esaminata.
Monica Segatto, quarto agente condannato per la morte di Aldrovandi, ha ottenuto il 18 marzo scorso la detenzione domiciliare per decisione del magistrato di sorveglianza di Padova, città dove era detenuta in carcere.

La madre di Aldrovandi: "Il minimo, giusto così" - "Mancanza di comprensione della gravità della condotta", "cultura della violenza, tanto più grave ed inescusabile, in quanto da parte di appartenenti alla Polizia di Stato": questi "gli elementi rilevanti di valutazione" che hanno convinto il magistrato di sorveglianza di Bologna a negare gli arresti domiciliari per i due agenti
"E' il minino. Va bene. E' giusto così", ha commentato Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi.

Giovanardi: "Non è morto per le botte". La madre: "Lo querelo" - Non mancano invece di far discutere le parole di Carlo Giovanardi, Pdl, che a Radio24 dice: "I poliziotti del caso Aldrovandi non devono essere in galera. Gli agenti sono vittime come il ragazzo che è morto e non vanno cacciati dalla Polizia. La manifestazione dei sindacati è legittima".
"La sentenza - aggiunge - dice che dopo una battaglia di perizie in tribunale c'è stata una condanna per omicidio colposo. Nessuna tortura, Aldrovandi - afferma il senatore Pdl - non è morto per le botte, non è stato massacrato". Frasi che hanno sollevato la dura reazione di diversi politici e della stessa madre di Aldrovandi, che ha annunciato querela.


Nei giorni scorsi, il caso giudiziario era finito al centro delle polemiche per la manifestazione di alcuni rappresentanti del Coisp in favore degli agenti condannati, a cui era seguita una contromanifestazione di solidarietà nei confronti della donna.

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