Sarah Scazzi, il processo va avanti con gli stessi giudici

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Il presidente del Tribunale di Taranto ha rigettato la richiesta di astensione dei due  togati della Corte di Assise, avvenuta dopo la diffusione di un fuori onda. Il legale di Sabrina: “L’autore dell’omicidio è Michele Misseri” (VIDEO)

Il processo per l'omicidio di Sarah Scazzi prosegue con la stessa composizione di giudici togati. Il presidente del Tribunale di Taranto Antonio Morelli ha rigettato la richiesta di astensione del presidente e del giudice a latere della Corte di Assise. La decisione di astenersi era stata presa dal presidente e dal giudice a latere della Corte di Assise, Cesarina Trunfio e Fulvia Misserini, dopo la diffusione da parte dei media di un loro dialogo 'fuori onda' prima dell'inizio dell'udienza del 19 marzo scorso.

Presidente e giudice a latere il 26 marzo, nella loro dichiarazione in aula, avevano spiegato che non erano stati espressi convincimenti sulle imputazioni ma si trattava di "mere considerazioni in termini interrogativi" sulle possibili strategie del collegio difensivo. L'udienza del 19 marzo era dedicata alle arringhe dei difensori di Cosima Serrano, accusata dell'omicidio insieme alla figlia Sabrina Misseri. Per entrambe le donne la Procura ha chiesto la condanna all'ergastolo.

L'avvocato Franco Coppi, difensore di Sabrina Misseri, ha invitato i giudici ad 'allontanare le suggestioni da fuori e dentro l'aula' e, riferendosi all’invito di astenersi rivolto lunedì scorso ai due giudici togati della Corte di Assise, ha spiegato: "La toga imponeva che agissimo così, non ci sono mezzi fini. Volevamo parlare alle vostre coscienze". Nella sua arringa Coppi ha sostenuto che Sarah è stata uccisa da Michele Misseri (VIDEO) “per un approccio sessuale rifiutato”. "Misseri però non lo dice perché pensa a cosa potrebbero dire in paese e allora dice che ha avuto un raptus dopo che quella mattina aveva già un forte dolore di testa". E aggiunge: "Come si può definire priva di riscontri la confessione di un uomo che fa trovare il cadavere e il telefonino della vittima? Le motivazioni della successiva ritrattazione rivalutano la confessione di Misseri come unica verità. La confessione del 6 ottobre 2010 spiazza i pubblici ministeri che già si erano affezionati alla pista che porta a Sabrina Misseri. Mi chiedo se quel metodo di indagine non sia contrario allo spirito del codice di procedura penale. I mutamenti di versione da parte di Michele avvengono quasi sempre dopo sospensioni di interrogatorio e su richiesta del difensore, anche con qualche aiuto involontario di quest'ultimo".

Per l’avvocato Coppi, in sintesi, gli inquirenti avrebbero esercitato un’opera di persuasione sul padre di Sabrina e zio di Sarah. "I pm non hanno capito i fatti di questo processo, in buona fede ovviamente. Siete rimasti folgorati da un pregiudizio, la colpevolezza di Sabrina, e tutto si è trasformato nella ricerca di una prova della sua responsabilità. La loro attività è stata solo di persuasione nei confronti di Michele".

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