Caso Scazzi, dopo il fuori onda i giudici si astengono

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Dopo la diffusione di un colloquio "rubato", i due togati della Corte d'Assise di Taranto hanno trasmesso gli atti al presidente del Tribunale, che dovrà decidere se potranno continuare il processo. I magistrati ribadiscono la loro "serenità di giudizio"

Il presidente della Corte di Assise del Tribunale di Taranto, Rina Trunfio, e il giudice a latere  Fulvia Misseri hanno deciso di astenersi nel processo sull'omicidio di Sarah Scazzi trasmettendo gli atti al presidente del Tribunale Antonio Morelli, dopo la diffusione del video con fuori onda di un colloquio tra i due giudici togati. L'udienza è stata perciò rinviata a domani 26 marzo.

Il presidente del Tribunale valuta le condizioni per l'astensione - Il presidente ora può scegliere tra due strade: se ritiene che non ci siano le condizioni per l'astensione della Corte di Assise, dispone che il processo prosegua con la medesima composizione togata. In caso di accoglimento dell'astensione, invece, il presidente del Tribunale dichiara anche "se e in quale parte gli atti compiuti precedentemente dal giudice astenutosi o ricusato conservano efficacia". e stabilisce chi va a sostituire sostituzione il presidente e il giudice a latere della Corte di Assise.

I giudici ribadiscono la loro "serenità di giudizio" - Le frasi captate non sono "espressive di un parere e di un convincimento sull'oggetto delle  imputazioni" hanno detto i due giudici, accogliendo tuttavia l'invito ad astenersi dal continuare il processo avanzato dagli avvocati Franco Coppi e Franco De  Iaco, difensori delle imputate Sabrina Misseri e Cosima Serrano.
Secondo i due giudici, dal fuori onda emergono "mere considerazioni in termini interrogativi circa le possibili strategie difensive in sede di discussione finale (coordinamento o  alternatività tra loro delle impostazioni difensive inerenti  posizioni processuali collegate, radicale confutazione o meno delle  ipotesi ricostruttive illustrate dalle altre parti processuali)". I due giudici togati ribadiscono "la propria serenità di giudizio" e sottolineano di aver ritenuto tuttavia opportuno "sottoporre all'Autorità competente la valutazione dei fatti, ove  ravvisi gravi ragioni di opportunità". E quindi, sulla base dell'articolo 36 del codice di procedura penale, hanno disposto la trasmissione degli atti al presidente del Tribunale Antonio Morelli.

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