Dell'Utri, dalla Corte d'Appello no all'arresto

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Il tribunale di Palermo ha respinto la richiesta avanzata dalla procura generale dopo la sentenza che ha condannato a 7 anni l'ex senatore del Pdl. Escluso il pericolo di fuga

La Corte d'appello di Palermo ha respinto la richiesta d'arresto avanzata ieri, 25 marzo, dalla Procura generale per l'ex senatore del Pdl Marcello Dell'Utri, condannato a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa.
Nel provvedimento di rigetto dell'istanza la Corte, presieduta da Raimondo Lo Forti, scrive: "Si esclude il pericolo di fuga (che era alla base della richiesta del pg, ndr) in ragione del comportamento dell'imputato che ha partecipato alle udienze dibattimentali e non ha mai voluto sottrarsi all'esecuzione della pena".

Dell'Utri intanto in un'intervista a Repubblica si dice amareggiato dalla decisione dei magistrati. "Forse - afferma Dell'Utri sui giudici - mi ero illuso che avrebbero letto le carte con altri occhi. Certo devo dire ora? Che ho fiducia nella giustizia? Parole grosse, sono tranquillo, del resto le cose non le posso cambiare io. Io posso dire solo quello che e"',  "cioè - spiega - quello che ripeto da vent'anni. Che io a Milano non ho portato la mafia ma tutt'al più un signore per bene che si chiamava Vittorio Mangano e che si intendeva solo di cani e di cavalli e niente altro".

"Vittorio Mangano - aggiunge - per me è un eroe, il mio eroe nel senso che mi risulta che si sia rifiutato di accusarmi, nonostante questo avrebbe risolto i suoi problemi giudiziari". "Io ho la mia casa a Milano - commenta Dell'Utri sulla caduta dello scudo dell'immunità parlamentare - A Santo Domingo mi sarebbe piaciuto andare a festeggiare l'assoluzione". "Spero nella Cassazione - fa quindi sapere -. La vita va avanti". "La trattativa Stato-mafia - osserva poi Dell'Utri -Un'altra farsa con la quale vogliono ritirarmi dentro alla questione delle stragi. Sopporteremo anche questo. Mi dispiace solo costringere la mia famiglia a quest'altro calvario". "E' vero che Berlusconi è stato mio benefattore e amico - puntualizza infine l'ex senatore Pdl - ma anche io ho fatto tanto per lui. Ho fondato Publitalia che è una delle aziende più importanti del Paese. Se invece di occuparmi di politica avessi continuato ad occuparmi solo di questo, oggi sarei un uomo ricco e senza questi pensieri".

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