Napoli, il gip dice no al giudizio immediato per Berlusconi

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Il giudice: "non emerge con chiarezza il ruolo dell'ex premier nell'ipotesi della corruzione" per il presunto passaggio di Sergio De Gregorio dall'Idv al Pdl nel 2007. Intanto il Cavaliere fa ricorso contro la sentenza di divorzio da Veronica Lario

"Non emerge con chiarezza il ruolo di Berlusconi nell'ipotesi della corruzione" per il presunto traghettamento dell'ex senatore Sergio De Gregorio dall'Idv al Pdl nel 2007. L'ex premier "non avrebbe esercitato le sue funzioni per il pagamento dei soldi". Con questa motivazione la richiesta di giudizio immediato di Silvio Berlusconi avanzata dai pm di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sulla compravendita di parlamentari è stata respinta dal gip.

L'inchiesta -
Gli atti sono stati rimessi ai pm titolari dell'inchiesta che dovranno ora formulare un avviso di conclusione indagine e l'eventuale richiesta di rinvio a giudizio che sarà esaminata da un gup in sede di udienza preliminare. Berlusconi è indagato con l'accusa di aver cercato, nel 2006, di "comprare" senatori dell'allora maggioranza di centrosinistra a cominciare dallo stesso De Gregorio, il quale avrebbe ricevuto - per sua stessa ammissione - circa 3 milioni di euro.

Ricorso contro la sentenza di divorzio -
Intanto gli avvocati di Silvio Berlusconi hanno presentato ricorso contro la decisione dei giudici di primo grado nella causa di separazione dall'ex moglie Veronica Lario. Come anticipato dal Messaggero e dalla Stampa, la richiesta è stata formalizzata la scorsa settimana e la corte d'appello, sezione famiglia, guidata da Bianca La Monica, deve ora fissare la prima udienza, convocando i difensori delle parti. Il Cavaliere cercherà di ribaltare il verdetto di primo grado che lo costringe a versare, stando ai suoi calcoli, duecentomila euro al giorno, compresi gli arretrati, alla ex consorte (Il servizio di SkyTG24).

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