Caso Scazzi, i legali di Cosima: contro di lei nessuna prova

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"Nessun coinvolgimento né morale, né totale" nella morte di Sarah, uccisa il 26 agosto 2010. E' quanto sostengono i difensori della zia della vittima, accusata di concorso in omicidio volontario con la figlia Sabrina

Dal processo non è emerso alcun coinvolgimento di Cosima Serrano nell'omicidio di Sarah Scazzi, non esiste un movente e il presunto litigio tra Sarah e Sabrina Misseri la sera prima del delitto, avvenuto il 26 agosto 2010, è frutto di pura fantasia: sono i capisaldi delle arringhe tenute dai difensori di Cosima Serrano, gli avvocati Franco De Jaco e Luigi Rella, al processo dinanzi alla Corte di Assise di Taranto per l'uccisione della quindicenne di Avetrana.

Cosima Serrano rischia l'ergastolo - Cosima Serrano, accusata di omicidio, sequestro di persona e soppressione di cadavere, rischia l'ergastolo e i suoi legali hanno cercato di minare quelle che la Procura considera certezze nella ricostruzione di quel 26 agosto 2010. "L'unica prova evidente" venuta fuori dal processo "l'ha data Michele Misseri - ha detto De Jaco - che ha fatto trovare il cadavere". Quanto all'accusa di sequestro di persona "diversi testimoni - ha sostenuto Rella - hanno avuto la percezione che il racconto di Giovanni Buccolieri (il fioraio che disse di aver visto Cosima costringere Sarah a salire in auto, salvo poi ritrattare, ndr) fosse un sogno". "Non c'è neppure un riscontro - ha aggiunto la difesa di Cosima - di questo girovagare di Buccolieri a quell'ora in paese".

I legali: niente prove sul movente del delitto - Solo ipotesi e niente prove, secondo i legali di Cosima, anche sul movente del delitto. Rella ha ricordato in proposito la 'carenza di motivazione' che la Cassazione indicò nel settembre 2011 quando annullò con rinvio l'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Cosima, poi confermata dal Tribunale di Taranto. I difensori di Cosima, nel ritenere che la donna vada assolta, hanno aggiunto due richieste.
La prima riguarda la presunta nullità di alcuni accertamenti tecnici dei carabinieri del Ros di Lecce sulla cella telefonica agganciata dal cellulare di Cosima poco dopo l'ora presunta del delitto, che corrisponderebbe al garage di casa Misseri. Sono "atti irripetibili eseguiti senza la presenza dei difensori" hanno sostenuto De Jaco e Rella, che chiederanno di annullarli prima che la Corte si ritiri in camera di consiglio per la sentenza.
Seconda richiesta: se la Corte dovesse ritenere che Cosima abbia avuto un ruolo nella sparizione del cadavere di Sarah, quel reato si qualifica come 'occultamento' e non 'soppressione' di cadavere.

Si prosegue lunedì 25 marzo con le ultime arringhe: toccherà agli avvocati Nicola Marseglia e Franco Coppi, difensori di Sabrina Misseri che, come la madre Cosima, rischia l'ergastolo.

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