Mediaset, sì a legittimo impedimento per Berlusconi

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I giudici hanno accolto la richiesta perché il leader del Pdl “è impegnato nella seduta al Senato”. Nella domanda di trasferimento del procedimento a Brescia, firmata anche dal Cavaliere, si legge: “Nonostante il Colle i pm mi impediscono attività”

I giudici del processo d'appello Mediaset hanno accolto il legittimo impedimento di Silvio Berlusconi perché impegnato "per la seduta al Senato" e hanno rinviato il processo al prossimo 23 marzo, sospendendo per una settimana i termini di prescrizione. Il Collegio della II sezione penale della Corte di Appello di Milano, presieduto da Alessandra Galli, ha riconosciuto che Berlusconi, condannato in primo grado a 4 anni per frode fiscale, è "impedito a comparire in udienza" perché impegnato nella seduta del Senato per le votazioni del presidente di palazzo Madama "come accertabile dal sito del Senato". Il procuratore generale Laura Bertole' Viale aveva invece spiegato che l'impedimento presentato oggi 16 marzo dall'ex premier non era chiaro perché non si capiva se fosse riferibile a condizioni di salute o all'impegno parlamentare. Dunque, aveva chiesto come ipotesi anche una visita fiscale. I giudici, invece, non hanno riconosciuto gli impedimenti presentati dagli avvocati Ghedini e Longo, anche loro impegnati in Parlamento, perché potevano essere sostituiti da altri difensori.

Processo aggiornato al 23 marzo - Il processo è stato dunque aggiornato al prossimo 23 marzo, data in cui prima di questo rinvio si sarebbe dovuta emettere la sentenza, che con ogni probabilità slitterà. Per il 23 marzo infatti i giudici prima dovranno decidere se sospendere o meno il processo dopo l'istanza di legittimo sospetto presentata dalla difesa di Berlusconi per trasferire il procedimento a Brescia, insieme a quello sul caso Ruby. Nel caso non venga sospesa si concluderanno le arringhe con l'intervento dei legali dei due imputati.

"Nonostante il Colle i pm impediscono attività a Berlusconi" -
Il ritmo dei processi "è in totale e netto contrasto" con "gli auspici recentemente rivolti dalle alte cariche dello stato di consentire all'onorevole Berlusconi di poter svolgere" la "propria attività politica". Lo si legge nell'istanza di legittimo sospetto firmata anche da Silvio Berlusconi. I difensori dell'ex premier scrivono - in particolare nella parte relativa al processo Ruby - che "il calendario di udienza è in totale e netto contrasto non solo con la prassi e con il buon senso, ma anche in assoluto contrasto con gli auspici recentemente rivolti dalle Alte cariche dello Stato, di consentire all'on. Berlusconi di poter svolgere, pur nel rispetto dei ragionevoli tempi processuali, anche la propria attività politica". Nell'atto di 39 pagine si legge, inoltre, che "l'imparzialità dei magistrati" del processo Ruby è "irrimediabilmente minata" e non consente la "prosecuzione del processo". Secondo la difesa di Berlusconi, che ha firmato personalmente l'istanza, c'è una "volontà di pervenire in tempi straordinariamente rapidi ad una sentenza" e c'è una "incredibile fretta di chiudere il processo”.

"Magistratura democratica svolge attività criminale" - Nel recarsi al Senato poi Silvio Berlusconi è tornato ad attaccare una parte della magistratura che "è molto ben classificata e che svolge un'attività criminale". Il Cavaliere haa fatto riferimento in particolare a Magistratura democratica che "svolge un'attività eversiva nel Paese e di cui - ha detto - ho le prove". "Ecco perché - ha aggiunto - serve una pre-commissione per verificare questi fatti".

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