Caso De Gregorio, chiesto giudizio immediato per Berlusconi

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La richiesta dei magistrati di Napoli che indagano sulla presunta compravendita di parlamentari da parte del Cavaliere nel 2006. Il senatore, passato da Idv a Pdl: "Ho preso 2 mln in nero. Ho commesso reato"

Nel giorno del sit-in dei parlamentari del Pdl davanti al tribunale di Milano e del legittimo impedimento accolto nell’ambito del processo Ruby dopo la nuova visita fiscale disposta dalla Procura, i magistrati di Napoli che indagano sulla presunta compravendita di senatori che sarebbe stata messa in atto per favorire la caduta del governo Prodi hanno chiesto il giudizio immediato per Silvio Berlusconi per il reato di corruzione.

Giudizio immediato - La richiesta della procura di Napoli, a conclusione della prima tranche dell'inchiesta , è stata trasmessa al giudice per le indagini preliminari che dovrà decidere in tempi brevi se rinviare a giudizio il Cavaliere con l'accusa di corruzione. Per lo stesso reato risultano imputati anche il senatore Sergio De Gregorio (passato dall'Idv al Pdl) che avrebbe ricevuto secondo le sue stesse ammissioni tre milioni di euro (di cui due in nero) per cambiare casacca, e l'ex direttore dell'Avanti Valter Lavitola, indicato come un intermediario dell'operazione che nel 2007 avrebbe dovuto determinare la crisi della maggioranza di centrosinistra.
Berlusconi, De Gregorio e Lavitola, ai quali nelle scorse settimane fu notificato un avviso di garanzia contestualmente alle richieste di acquisizione di tabulati telefonici e della perquisizione di una cassetta di sicurezza nella disponibilità dell'ex premier inoltrate al Parlamento, inizialmente erano indagati anche per l'ipotesi di finanziamento illecito, ma quest'ultimo reato non è stato contestato nella richiesta di rinvio a giudizio.

De Gregorio: ho preso due milioni in nero- E nella serata di lunedì 11 marzo, al termine della sua audizione con i pm romani, è intervenuto il senatore Sergio De Gregorio coinvolto nell'inchiesta della procura di Napoli culminata con la richiesta di giudizio immediato: "Perché mi abbiano dato due milioni in nero me lo sono chiesto anch'io. L'ho confessato, ho commesso un reato". "Se me li avessero dati in maniera trasparente - ha aggiunto il senatore - li avrei dichiarati come ho dichiarato un milione di euro alla Camera e sarei stato nella legge. Ho accettato un pagamento in nero, ho sbagliato e l'ho confessato al magistrato". 
Rispondendo alla domanda su cosa abbia dato in cambio dei due milioni in nero ricevuti da Walter Lavitola per la sua fondazione, De Gregorio ha risposto "nulla". Infine, ha aggiunto: "Il governo Prodi sarebbe caduto comunque. Magari lo abbiamo aiutato ad andare a casa". "Non è stato un atto di arroganza politica - ha detto parlando del suo passaggio al Pdl - è stata la considerazione che il paese era impantanato a una sopravvivenza legata all'esistenza in vita di una coalizione che non andava d'accordo su nulla. Io mi occupavo di sicurezza e difesa e su questi temi non andavamo d'accordo".

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