Tremonti indagato a Roma per finanziamento illecito

Giulio Tremonti
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Secondo l'accusa, l'ex ministro avrebbe accettato la ristrutturazione gratuita dei 200 mq di immobile che il costruttore Proietti avrebbe pagato di tasca sua sborsando circa 250mila euro. L'ex titolare dell'Economia: "Totale fiducia nella magistratura"

Finanziamento illecito: è l'ipotesi di reato per la quale l'ex ministro Giulio Tremonti, il suo ex consigliere politico Marco Milanese e il costruttore Angelo Proietti, titolare della Edil Ars, sono indagati dalla procura di Roma in relazione ai lavori di ristrutturazione dell'appartamento di via Campo Marzio che il parlamentare del Pdl, per un certo arco di tempo, mise a disposizione dell'allora titolare del dicastero dell'Economia dopo averlo preso in affitto per 8500 euro al mese dal Pio Sodalizio dei Piceni.

La vicenda giudiziaria - La vicenda giudiziaria, al vaglio del pm Paolo Ielo e della quale parla anche il tg La7, ha preso spunto dagli accertamenti sugli appalti della Sogei, la società generale di informatica controllata dal ministero dell'Economia. Si tratta di uno dei filoni dell'inchiesta napoletana, finito nella capitale per competenza territoriale, sulla cosiddetta P4, partita dai controlli svolti sull'attività di Marco Milanese, ex consulente politico di Tremonti.
L'ipotesi di lavoro del magistrato verte sull'eventualità che l'imprenditore Angelo Proietti, titolare della Edil Ars, abbia pagato di tasca propria, tra 2008 ed il 2009, i 250 mila euro di lavori eseguiti nell'immobile di 200 metri quadrati di via del Campo Marzio per entrare nelle grazie del ministro Tremonti e per consolidare il legame con Milanese il quale, in Sogei, aveva un peso specifico non indifferente in materia di nomine e di affidamento di appalti.

Tremonti: fiducia nei magistrati - Immediata la replica dell'ex ministro Giulio Tremonti: "Ho totale fiducia nella magistratura inquirente che penso abbia dovuto agire nello sviluppo dell'attività istruttoria su Sogei. Sono naturalmente interessato a fornire ogni chiarimento".

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