Zangrillo: "Berlusconi ricoverato fino a lunedì"

L'entrata ai reparti del San Raffaele dove e' ricoverato Silvio Berlusconi per uveite, Milano
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Il Cavaliere è sotto stretto monitoraggio cardiologico per "picchi ipertensivi", ha spiegato il primario del San Raffaele. L'11 marzo, al processo Ruby, si riproporrà la questione del legittimo impedimento, data dall'indisposizione dell'ex premier

"Silvio Berlusconi rimarrà ricoverato in ospedale fino a domani" (lunedì 11 marzo, ndr). A confermarlo all'Ansa‚ Alberto Zangrillo, medico personale del Cavaliere e primario di Anestesia all'ospedale San Raffaele di Milano. Berlusconi, ha spiegato poi Zangrillo all’Agi, è sotto stretta osservazione per monitoraggio cardiologico, a causa del sopraggiungere di "un'alterazione dell'equilibrio emodinamico, che si caratterizza per la presenza di picchi ipertensivi".

Ieri 9 marzo l'ex premier aveva chiesto il legittimo impedimento al processo Mediaset a causa della sua indisposizione data da un’uveite (infiammazione agli occhi, ndr), ma il tribunale aveva bocciato l'istanza dopo il responso di una visita fiscale, scatenando la reazione del Pdl.

E il portavoce nazionale Pdl Daniele Capezzone, torna all’attacco anche oggi 10 marzo: "Ormai è evidente a tutti, a chiunque abbia onestà intellettuale, indipendentemente dalle appartenenze politiche e culturali di ciascuno, che verso Silvio Berlusconi sono praticati metodi che credevamo propri dei regimi non democratici verso i dissidenti politici".
"Ne deriva – aggiunge Capezzone - un vero e grave allarme democratico, che dovrebbe interpellare tutti, anche coloro che non lo hanno votato. Non sono in causa i diritti di una persona e di un leader politico, ma il diritto di tutti i cittadini a scegliere liberamente e democraticamente i propri rappresentanti, senza che vi sia una criminalizzazione scientifica e sistematica di un'area politica e del suo leader.

Intanto, per il processo Mediaset, si ritorna in aula sabato prossimo mentre per il 23 marzo è attesa la sentenza. Lunedì 11 invece la questione verrà riproposta al processo Ruby, la cui udienza dell'8 marzo è stata rimandata proprio per l'indisposizione del Cavaliere.

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