Scazzi, pm: “Omicidio non premeditato, fu uno scatto d’ira”

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Secondo il pubblico ministero Mariano Buccoliero l’uccisione di Sarah da parte della cugina Sabrina Misseri e della zia Cosima Serrano sarebbe avvenuta in un momento di rabbia. Oggi si chiude la requisitoria

L'uccisione di Sarah Scazzi da parte della cugina Sabrina Misseri e di sua madre Cosima Serrano non fu premeditata, ma frutto di uno scatto d'ira. L'azione omicida di strangolamento, in casa Misseri, durò da tre a cinque minuti; l'una persona avrebbe potuto fermare l'altra ma ciò non avvenne perché c'era "una comune volontà omicida". E' la tesi sostenuta dall'accusa al processo dinanzi alla Corte di Assise di Taranto per l'omicidio della quindicenne di Avetrana (Taranto), avvenuto il 26 agosto 2010.

Il pubblico ministero Mariano Buccoliero, nel terzo giorno di requisitoria, ha ricostruito le fasi in cui si sarebbe materializzato il delitto e quelle precedenti. “La tensione tra le cugine era legata alla pubblicità sui rapporti intimi tra Sabrina e Ivano - ha detto il pm - Ad una situazione personale di Sabrina se ne sovrappone una di immagine dell'intera famiglia. Nella lite la protagonista è Cosima che dice a Sarah di non raccontare in giro quelle cose sulla cugina” per non rovinare l’immagine della famiglia in un piccolo centro provinciale come quello di Avetrana. Secondo l’accusa dopo quei momenti di tensione in famiglia Sarah sarebbe andata via, Cosima l’avrebbe raggiunta in auto per riportarla a casa. Quindi l'omicidio. Il pm Buccoliero, concluderà il suo intervento il 5 marzo passando il testimone al procuratore aggiunto Pietro Argentino. In serata potrebbero arrivare le richieste della pubblica accusa. La mamma di Sarah Scazzi, entrando in aula, ha detto di aspettarsi l’ergastolo. Poi, durante una pausa del processo, ha aggiunto (VIDEO): “Iniziavo ad intuire che ci fosse qualcosa di losco sotto”.  E sulla sorella: “E’ possibile" che Cosima abbia inseguito Sarah e abbia partecipato al delitto, secondo la tesi dell'accusa, perché "lei è di altra tradizione, di altra generazione e non accettava questo stile di vita di Sabrina".

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