Napoli, in fiamme la "Città della Scienza". VIDEO

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Un incendio ha devastato il Polo didattico, tra i luoghi-simbolo dei progetti di rinascita dell'ex area Italsider, ora sotto sequestro. Ignote le cause. De Magistris: "Forse mano criminale". Solidarietà: l'Iban per contribuire alla ricostruzione. FOTO 1-2

Nella serata di lunedì 4 marzo un vastissimo incendio ha distrutto la Città della scienza (FOTO), il museo interattivo considerato tra i gioielli culturali di Napoli oltre che uno dei suoi più validi attrattori turistici, con una media di 350mila visitatori l'anno. Il rogo è stato domato dopo 13 ore. Ancora ignote le cause: unica certezza, al momento, è che all'interno della struttura non c'erano persone, grazie anche alla chiusura settimanale del lunedì. Il sindaco Luigi De Magistris non esclude l'origine dolosa: "Mi sembra che dietro le fiamme ci sia una mano criminale". Poi su Twitter: "Oggi migliaia di ragazzi e bambini di Napoli si sono svegliati piangendo per la distruzione di città della scienza, Napoli è sotto attacco!".

Per contribuire alla ricostruzione è disponibile questo conto corrente:


Il vertice in Procura - In serata si è tenuto un vertice in Procura per fare il  punto della situazione sul rogo. Alla riunione hanno preso parte pm della procura ordinaria e della Direzione distrettuale antimafia, gli agenti della  Squadra mobile, i carabinieri e i vigili del fuoco. Prematuro, da  parte degli inquirenti, avanzare ipotesi sulla natura del rogo. Ma sul tavolo degli inquirenti sono arrivate alcune foto postate su Facebook da alcuni utenti che "dimostrerebbero" che le fiamme avrebbero colpito Città della scienza in diverse zone e contemporaneamente. Finora però non vi sono tracce rilevate dagli investigatori che farebbero pensare ad una mano dolosa.

L'interno dei padiglioni è devastato
- I danni sono ingentissimi: sopravvivono solo i muri perimetrali, l'interno dei padiglioni è devastato. Dei numerosi padiglioni che componevano lo 'science center', solo uno è stato risparmiato dalle fiamme. Le testimonianze riferiscono di una estensione rapidissima dell'incendio, complice la gran presenza di legno e altri materiali infiammabili. E così in pochi minuti è andato in fumo un polo - nato dall'intuizione di Vittorio Silvestrini, presidente della fondazione Idis - che in una dozzina d'anni aveva guadagnato consensi e credibilità, non solo come luogo dove apprendere praticamente le leggi della scienza, grazie a decine di esperimenti pratici e dimostrazioni dal vivo, ma anche come centro congressi, centro di alta formazione, incubatore di imprese.

Ue: "Pronti a valutare cofinanziamento" - Sull'incendio è intervenuta anche l'Unione Europea, che, per bocca del commissario per le Politiche regionali Johannes Hahn, ha affermato che la  "commissione Ue è pronta a valutare il cofinanziamento per la ricostruzione". Hahn ha anche espresso "profondo dolore per l'incendio". Un dispiacere più profondo se la pista della criminalità organizzata sarà confermata. 

De Magistris: "Napoli sarà stringersi intorno alla sua parte migliore"
- Parlando poi a SkyTG24 il sindaco di Napoli De Magistris ha definito l'incendio "un fatto gravissimo", precisando anche di non avere "elementi precisi per dire che è stato doloso", ma che, vista la dinamica, "sembra strano che possa trattarsi di un fatto accidentale". Quello che è accaduto a Bagnoli, ha continuato il primo cittadino, colpisce "il passato, il presente e soprattutto il futuro della nostra città".
Riguardo all'ipotesi che si possa trattare di un evento doloso, De Magistris ha spiegato che "stanno accadendo troppe cose nella nostra città. Ci sono una serie di segnali che mi preoccupano parecchio". Ma ciononostante, ha continuato il sindaco, "Napoli è una città viva, che si è unità" e che ha mostrato "una straordinaria generosità". Una città, ha concluso, che "saprà stringersi intorno alla sua parte migliore".



Nel 2001 l'inaugurazione - Il primo embrione del progetto risale agli anni Novanta; nel 2001 l'inaugurazione del vero e proprio museo interattivo, man mano ampliato da successive realizzazioni. Il tutto nello scenario di Bagnoli, il quartiere ex industriale che, conclusa l'era dell'acciaio e dell'Italsider, aveva visto proprio in Città della scienza il primo simbolo concreto di un progetto di bonifica e di rinascita del quartiere.
Con Città della scienza è come se fossero bruciate anche quelle speranze. Fuori del museo ci sono quasi tutti i 160 dipendenti, angosciati per il loro futuro occupazionale; gli stessi timori coinvolgono i tanti che lavoravano nell'indotto creato dal museo, giunti in via Coroglio dopo aver appreso dell'incendio.

Il custode ha dato l'allarme - L'area distrutta dalle fiamme è stimata in 10-12mila metri quadrati, praticamente l'intero centro, a eccezione del "teatro delle Nuvole", un corpo separato che ospitava rappresentazioni.
Il custode racconta di aver visto una colonna di fumo, e di aver dato subito l'allarme: ma in pochi minuti il fuoco ha divorato i padiglioni dall'interno, diventando indomabile. Sono state ore di sgomento anche per tutti gli abitanti di Bagnoli, che temevano di rimanere intossicati dal fumo denso e nero, poi invece sospinto dal vento verso il mare aperto.

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