Pm di Roma smentiscono: Razzi e Scilipoti non sono indagati

Antonio Razzi e Domenico Scilipoti
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La procura della Capitale specifica che i due onorevoli non sono stati iscritti nel registro degli indagati, come invece sostenuto da alcune agenzie di stampa. I due erano passati nel dicembre del 2010 dal gruppo dell'Idv a quello dei Responsabili

La Procura di Roma smentisce l'iscrizione nel registro degli indagati di Antonio Razzi e Domenico Scilipoti nell'ambito degli accertamenti avviati sul cosiddetto 'cambio di casacca' in parlamento, avvenuto nel dicembre del 2010. Altre fonti giudiziarie, nel corso del pomeriggio di martedì 5 marzo, avevano invece affermato che i due deputati erano indagati per il reato di corruzione in merito alla vicenda su una "presunta compravendita di parlamentari" avvenuta nel dicembre del 2010 in occasione del voto di fiducia per il governo guidato da Silvio Berlusconi. Sia Razzi che Scilipoti erano stati eletti nel 2006 nelle liste dell'Italia dei Valori e sono stati rieletti lo scorso 25 febbraio con il Pdl. I due onorevoli erano citati in alcune denunce presentate dal leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, dopo che questi stessi parlamentari avevano abbandonato il suo partito nel dicembre 2010 in coincidenza con il voto di fiducia.

Lo stupore di Razzi: “Ho rubato una mela?”
- La notizia della loro iscrizione nel registro degli indagati ha tenuto banco per tutta la giornata di martedì 5 marzo, venendo smentita solo in serata dalla procura, tanto che i due interessati avevano anche commentato la vicenda. "E' che ho rubato una mela?" è stata la reazione del senatore Antonio Razzi, appena eletto nelle liste del Pdl in Abruzzo. “Ancora con questa c... - ha poi proseguito - questo succede (riferendosi a Di Pietro, ndr)  quando non si sa perdere. Bisogna essere sportivi, ma dal magistrato ci vado quando vuole". "Io ho deciso di passare al Pdl per l'impossibilità perfino di parlare con Di Pietro. Me ne sono andato per la disperazione. Sarei andato via anche con il diavolo, perché non ce la facevo più", ha chiuso Razzi, che attualmente si trova in Svizzera.

Scilipoti: “Una cosa ridicola” - Scilipoti invece ha affidato la sua replica al sito Affaritaliani: "Mi sembra una cosa ridicola. Ho sempre detto che la mia fu una scelta dettata dagli interessi degli italiani e non da quelli di bottega. Altri hanno fatto una scelta diversa dalla mia e hanno fatto prevalere gli interessi di bottega. Ho pensato il contrario e sono convinto di aver fatto bene".

Nessun legittimo impedimento per Berlusconi a Napoli - Intanto, sempre per un’inchiesta sulla compravendita di parlamentari, questa volta aperta a Napoli, Silvio Berlusconi non potrà avvalersi del legittimo impedimento. E' questo infatti l'orientamento della Procura di Napoli che ha ricevuto una missiva dell'ex premier con la quale faceva sapere di voler essere interrogato dai pm di Napoli, ma non prima del 15 marzo.
I magistrati avevano indicato tre date (5, 7, oppure 9 marzo) nell'invito a comparire notificato nell'ambito della vicenda della presunta compravendita di senatori che vede indagato l'ex premier, fissando la sede presso una caserma della Guardia di Finanza a Roma. L'invito è stato spedito per poi procedere, se i chiarimenti non fossero ritenuti idonei, alla richiesta di rinvio a giudizio con rito immediato.
L'accusa contestata a Berlusconi è quella di corruzione e finanziamento illecito ai partiti nel quale è indagato con il senatore uscente Sergio De Gregorio e con l'ex affarista Valter Lavitola. La vicenda è quella del traghettamento di De Gregorio dall'Idv al Pdl.

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