Servizi segreti: da crisi nuove tensioni e rischio attentati

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Nella loro relazione annuale al Parlamento, gli 007 spiegano che le difficoltà occupazionali e aziendali rischiano di provocare azioni "spettacolari" e attacchi non rivendicati. Allarme anche per la Camorra, in espansione in Toscana, Emilia e Lazio

Nonostante i successi dell'azione di contrasto, la minaccia anarco-insurrezionalista resta "potenzialmente estesa" e "multiforme", "suscettibile di tradursi in una gamma di interventi". A sostenerlo è l'ultima Relazione annuale al Parlamento dei servizi di sicurezza, secondo cui tale quadro "può comprendere sia attentati 'spettacolari' potenzialmente lesivi come quelli tradizionalmente messi in atto dai gruppi Fai - Federazione anarchica informale - sia iniziative di non elevato spessore ad opera di altre sigle emergenti, non dotate delle medesime capacità tecnico-operative, come anche attacchi non rivendicati, in linea con la visione classica che individua nel compimento stesso del gesto e nella scelta dell'obiettivo la 'riconoscibilità della matrice". A causare questo innalzamento della tensione è "l'incremento delle difficoltà occupazionali e delle situazioni di crisi aziendali", che mina progressivamente "la fiducia dei lavoratori nelle rappresentanze sindacali", "alimenta la spontaneità rivendicativa" e innalza "la tensione sociale, offrendo nuove opportunità di inserimento ai gruppi antagonisti già territorialmente organizzati per intercettare il dissenso e incalanarlo verso ambiti di elevata conflittualità".

Proteste contro la riforma del welfare - Pur non rilevandosi "un conflitto strutturato, virulento e generalizzato", gli 007 indicano numerosi "possibili scenari di scontro, con riferimento primario a quelli 'classici' dell'antirepressione, dell'antimilitarismo, dell'opposizione al 'dominio tecnologico', alla 'devastazione dell'ambiente' e ai 'poteri economico-finanziari'". Ma "ulteriori fronti di lotta potrebbero essere aperti in relazione all'eventuale diffondersi di tensioni e proteste connesse alla crisi economica, contro le riforme del welfare e del lavoro oppure, in un'ottica anticapitalista, contro le molteplici espressioni della 'società del benessere' e del consumismo". Nel dibattito sulle modalità e le prospettive dell'anarchismo insurrezionale, sviluppatosi dopo l'attentato all'ad dell'Ansaldo Nucleare, sono emersi "appelli per 'interventi conflittuali' che non assumano un mero significato ribellistico ma siano coerenti con la prospettiva del sovvertimento del 'sistema', nonché esortazioni a quei settori ancora incerti sulla linea da seguire, incitati a superare le esitazioni per cogliere le opportunità che potrebbero delinearsi in uno scenario di conflittualità sociale legato al prolungarsi della crisi economica".

Il pericolo della minaccia cibernetica
- In questo scenario "la minaccia cibernetica rappresenta, al momento, la sfida più impegnativa per il sistema Paese". Nella loro relazione gli 007 affermano che non solo "gli effetti potenziali sono in grado di produrre ricadute peggiori di quelle ipotizzabili a seguito di attacchi convenzionali e di incidere sull'esercizio di libertà democratiche essenziali" ma "gli autori, le tecniche di attacco ed i bersagli mutano più velocemente delle contromisure", rendendo difficile tentare di risolvere il problema. Nel cyberspazio, spiegano, "si muovono, con propositi offensivi o predatori, entità statuali, gruppi terroristici e criminali e un novero ampio e diversificato di autori individuali": tra di loro figurano gli 'insider', "in grado di accedere ai sistemi informatici dell'ente pubblico o privato per il quale lavorano per acquisire, alterare o cancellare informazioni sensibili, ovvero mettere fuori uso, danneggiare o distruggere quel sistema", e gli 'hacktivisti', nel cui ambito sono numerosi gli interventi riferiti ad Anonymous, "il cui tradizionale core business, ovvero assicurare la libertà di informazione sulla rete, ha fatto registrare un significativo allargamento a target di particolare sensibilità".

La Camorra in espansione - Un'altra zona ad alto rischio individuata dai servizi è quella della criminalità organizzata, con la Camorra che  "si conferma dotata di risorse umane, forza militare e capacità collusiva" e il cui raggio di azione comprende ormai anche zone come "Emilia, Toscana e basso Lazio". La camorra partenopea - scrivono gli 007 - più in generale appare connotata "dalla crescente precarizzazione degli assetti clanici che, specie a Napoli nord, sta alimentando conflittualità violente per l'assunzione del controllo delle piazze di spaccio. La carenza di leadership e i vuoti di potere determinatisi a seguito di arresti, condanne e omicidi appaiono favorite tale instabilità, lasciando spazi all'ascesa di nuove leve aggressive ed ambiziose ma priva di capacità strategica".

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