Caso Scazzi, il pm: "Sarah uccisa da Cosima e Sabrina"

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La 15enne di Avetrana, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe stata assassinata tra le 14.10 e le 14.20 del 26 agosto 2010, mentre Michele Misseri non era in casa. La requisitoria dell'accusa si concluderà con l'udienza del 4 marzo

Sarah Scazzi venne uccisa nella villetta dei Misseri dalla cugina Sabrina e dalla zia Cosima Serrano tra le 14.10 e le 14.20 del 26 agosto 2010 mentre Michele Misseri non era in casa. Il corpo venne trasportato in garage attraverso una porta interna, che si è cercato di far credere agli inquirenti che fosse bloccata da tempo, per poi venire caricato nella Seat Marbella di Michele e far scomparire il cadavere nel pozzo in contrada Mosca. Sono queste le conclusioni alle quali è pervenuta la Procura di Taranto e ribadite nella requisitoria dal pm Mariano Buccoliero dinanzi alla Corte di Assise. Requisitoria che si concluderà nella prossima udienza del 4 marzo, quando prenderà la parola anche il procuratore aggiunto Pietro Argentino, e che ancora deve indicare i ruoli precisi che Sabrina e Cosima avrebbero ricoperto nelle fasi più drammatiche, quelle della eliminazione fisica di Sarah.

"Quel giorno in casa Misseri - ha detto in aula Buccoliero - ha prevalso l'istinto di conservazione. L'istinto normale, dopo quello che era accaduto, avrebbe fatto chiamare un medico, magari anche sapendo che non c'era più niente da fare. Invece l'unica preoccupazione era di prendere il cadavere e farlo sparire".

Il pm ha elaborato le sue tesi cercando di sgretolare gli alibi degli imputati, mettendo in luce le contraddizioni delle loro dichiarazioni anche raffrontate alle deposizioni di una serie di testimoni. Sarah è stata uccisa da Michele Misseri, come sostiene lui stesso? "E perché - si è chiesto il pm - Michele fa ritrovare tutto, a partire dal cadavere, ma non l'arma del delitto? Semplicemente perché, quando Sarah viene uccisa, lui non è in casa". Per il pm, Sabrina avrebbe raccontato una serie infinita di bugie per coprire le responsabilità del delitto, cercando anche inutilmente di far modificare all'amica Mariangela Spagnoletti, con la quale quel giorno maledetto sarebbe dovuta andare al mare insieme a Sarah, la ricostruzione dei fatti da riferire agli inquirenti. Mariangela ha sempre detto che, quando arrivò in auto con la sorellina sotto casa di Sabrina, la trovò già in strada, agitata, e le sue prime frasi furono 'L'hanno presa, l'hanno presa', facendo balenare l'idea di un rapimento. Sabrina, invece, sostiene che la attendeva tranquilla in veranda.

E poi quel sequestro di persona che si sarebbe concretizzato, per il pm, poco prima del delitto quando Cosima e Sabrina avrebbero bloccato in strada Sarah che stava tornando a casa, costringendola a salire a bordo della Opel Astra di Cosima per riportarla alla villetta dei Misseri. Scena alla quale avrebbe assistito il fioraio Giovanni Buccolieri, che però poi ritrattò dicendo che si era trattato di un sogno. Ma allora, ha sostenuto il pm, non si spiega perché Cosima e Sabrina, che hanno sempre detto che in quei frangenti dormivano in casa, si siano premurate di contattare, ad esempio, il padre di una compagna di scuola di Sarah, che quella Opel Astra l'aveva vista in strada, per fargli cambiare versione. Alibi che non reggono, secondo la Procura, mentre si avvicina il momento in cui l'accusa avanzerà le richieste di condanna alla Corte.

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