Terremoto nel frusinate: lunedì scuole chiuse a Sora

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In centinaia hanno passato la notte nelle tensostrutture allestite dal Comune laziale dopo la violenta scossa avvertita nella serata di sabato. In corso verifiche agli edifici pubblici: non risultano danni gravi. Sisma nella notte anche all'Aquila

Quattrocento persone hanno trascorso la notte nelle due strutture di accoglienza allestite dal Comune di  Sora,nel frusinate, dopo la forte scossa di terremoto avvertita alle 22.20 della serata di sabato 16 febbraio. Dopo la grande paura, in centinaia hanno preferito non rientrare nelle loro case portandosi nelle due tensostrutture aperte nei campi sportivi Tomei e Panico.

La mattina di oggi 17 febbraio è stata disposta la chiusura di tutte le chiese del paese e sono iniziate le verifiche in tutti i venticinque luoghi di culto della città da parte di vigili del fuoco e protezione civile per stabilire eventuali danni. "Domani chiuderemo le scuole, abbiamo bisogno di controllare le strutture senza correre rischi" ha detto il sindaco Ernesto Tersigni a SkyTG24. Anche il Carnevale è stato annullato per evitare, in caso di nuove scosse, momenti di panico con un grande assembramento di persone.

La scossa di terremoto ha causato attimi di grande paura in un'ampia zona della Ciociaria fino nella Valle Aniene,in provincia di Roma.
Controlli sono stati effettuati anche nei territori di Isola Liri, Settefrati, Castel Liri, Monte San Giovanni, Alvito, Fontechiari, Casal Vieri.

Nella notte una scossa di magnitudo 3.7 si è registrata intorno alle due anche all'Aquila con epicentro a 16,6 km di profondità, nel distretto sismico del Gran Sasso. Il nuovo sisma all'indomani della sentenza sul crollo della casa dello studente, nel terremoto del 2009.

Alla prima scossa sono seguite altre due repliche di magnitudo 2.3 e 2.7. Anche in questo caso, nessun danno ma tanta paura: in molti hanno deciso di dormire in auto nonostante il freddo pungente. Molti altri hanno deciso di recarsi presso parenti o amici che vivono nei moduli abitativi, lasciando le loro case in muratura.

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