Mps, fermato Baldassarri. I pm: pericolo di fuga

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L'ex capo dell'area finanza è accusato di concorso in ostacolo alle funzioni di vigilanza della banca, in relazione all'occultamento di un contratto. Al momento del fermo aveva addosso 30mila euro

Gianluca Baldassarri, ex direttore dell'area finanza della banca Monte dei Paschi di Siena, è stato fermato giovedì 14 febbraio a Milano dai militari del Nucleo speciale di polizia tributaria della Guardia di Finanza su disposizione della magistratura di Siena. Dopo essere stato sentito dalle Fiamme Gialle Baldassarri è stato portato al carcere di San Vittore di Milano.
Per la procura toscana il decreto di fermo è motivato da "gravi indizi di colpevolezza" e "da un concreto pericolo di fuga" che ora dovrà essere convalidato dal gip. Baldassarri si era infatti attivato, secondo gli inquirenti, per sollecitare lo smobilizzo di titoli per un controvalore superiore al milione di euro, nei giorni immediatamente successivi al sequestro preventivo eseguito il 7 febbraio scorso per poco meno di venti milioni di euro affidati a due società fiduciarie.
Baldassarri, al momento del fermo aveva con sé 30mila euro. Secondo fonti vicine
all'inchiesta su Mps, inoltre, l'indagato da qualche tempo aveva chiesto la residenza anche a Londra, oltre a quella che ha in Italia.

Perquisizioni a Milano - Contestualmente gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno proceduto ad una serie di perquisizioni a Milano, a cominciare dall'abitazione di Baldassarri, da tempo sotto inchiesta per una serie di operazioni sospette compiute dall'ex management di Mps nell'ambito di un procedimento che contempla i reati di associazione per delinquere e truffa aggravata.
I pm senesi, in particolare, contestano a Baldassarri il "concorso nel delitto di ostacolo alle funzioni di vigilanza della Banca d'Italia in relazione all'occultamento di un contratto, rinvenuto il 10 ottobre 2012, all'interno di una cassaforte dell'istituto di credito senese, relativo ad una rilevante operazione finanziaria di Banca Mps avvenuta nel 2009". Il denaro, sequestrato nei giorni scorsi, secondo chi indaga, prima era stato depositato all'estero e poi fatto rientrare in Italia attraverso lo scudo fiscale. Gli inquirenti sono certi della provenienza illecita di quei soldi e di altre somme (per oltre 40 milioni di euro riconducibili ad altri indagati), che ritengono siano prova del commesso reato in quanto oggetto delle operazioni illecite condotte all'interno dell'area finanza della Banca Mps.

Mussari e Vigni concorso con Baldassarri - Secondo fonti vicine alla procura senese sarebbero in arrivo all'ex presidente del Monte dei paschi, Giuseppe Mussari, e all'ex dg Antonio Vigni, nuovi avvisi di garanzia per 'concorso' in ostacolo alle funzione di vigilanza di Bankitalia. Si tratta di un nuovo reato contestato ai due in 'concorso' con Gianluca Baldassarri e in relazione per l'appunto all'occultamento del contratto dell'operazione Alexandria. Ipotesi però respinta dall'avvocato di Mussarri, secondo cui "a Giuseppe Mussari non è  contestato alcun reato in concorso con Baldassarri".

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