Mps, Mussari e Vigni indagati per manipolazione di mercato

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L'ex presidente e l'ex direttore generale sono accusati anche di concorso per falso nell'ambito dell'acquisizione di Antonveneta. La Guardia di Finanza sequestra 40 milioni sospettati di essere 'scudati'. Derivati, Cda: "Buco da 730 milioni di euro"

L'ex presidente del Monte dei Paschi di Siena (ed ex presidente dell'Abi), Giuseppe Mussari, e l'ex dg dello stesso Mps, Antonio Vigni, sono indagati per concorso per falso in prospetto e manipolazione del mercato.
Secondo la Procura di Siena sarebbero state fornite "false informazioni" agli organi preposti al controllo.
"Per l'acquisizione di Antonveneta" sia Mussari che Vigni (quest'ultimo oggi interrogato per 8 ore) al fine di portare a termine l'operazione denominata 'Trash 2008' avrebbero diffuso notizie false al mercato "idonee a determinare una sensibile alterazione del prezzo dell'azione ordinaria di Mps".
Gli stessi reati vengono contestati anche all'ex direttore finanziario del Monte dei Paschi, Daniele Pirondini, che deve rispondere, insieme a Vigni, anche del reato di ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza.

"Hanno diffuso notizie false" - Nell'invito a comparire inviato all'ex direttore generale la Procura di Siena scrive che lo stesso assieme a Mussari e Pirondini, "nell'ambito del programma di finanziamento ideato per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie all'acquisizione di Banca Antonveneta, partecipavano e contribuivano alla predisposizione della complessa operazione finanziaria denominata Fresh 2008 diffondendo al mercato notizie false". Nello stesso documento si sottolinea, inoltre, che Pirondini e Marco Morelli, anch'egli ex direttore finanziario, e Vigni avrebbero inviato alla Banca d'Italia informazioni "non rispondenti al vero" sulla situazione patrimoniale del Monte dei Paschi riguardo all'aumento di capitale di un miliardo tramite la banca statunitense JP Morgan.

L'interrogatorio di Vigni - Al termine del lungo interrogatorio, Vigni è uscito dal palazzo di giustizia accompagnato dai suoi avvocati, Enrico De Martino e Roberto Borgogno, senza rilasciare dichiarazioni e allontanandosi poi a bordo di un taxi. La procura ha secretato il verbale dell'interrogatorio.
Non è escluso che i pubblici ministeri della Procura di Siena potrebbero decidere di riascoltarlo in un secondo momento.

Gdf sequestra 40 milioni "scudati" - E intanto il Nucleo speciale di Polizia Valutaria - Gruppo tutela del Risparmio - della Guardia di Finanza di Roma ha dato esecuzione a 5 decreti di sequestro probatorio presso terzi emessi dalla Procura di Siena, aventi ad oggetto liquidità e titoli per un totale complessivo amministrato di circa 40 milioni di euro, oggetto di "scudo fiscale".
I provvedimenti sono stati eseguiti nei confronti di banche e fiduciarie in ordine all'ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla truffa in danno dell'istituto bancario Mps. 
"Andremo a riprenderci fino all'ultimo euro e se possibile anche di più. La banca è stata
danneggiata" ha detto l'amministratore delegato della Banca Monte Paschi, Fabrizio Viola commentando il sequestro.

Mps, perdite per 730 milioni
- Ammonta a 730 milioni di euro l'impatto complessivo residuo dello scandalo derivati sul bilancio di Mps al lordo dell'eventuale effetto fiscale: in particolare, 273,5 milioni fanno riferimento all'operazione Alexandria, 305,2 milioni a Santorini e 151,7 milioni a Nota Italia. Lo comunica la banca al termine della riunione del cda, sottolineando che la base patrimoniale dell'istituto è "solida" con un core tier 1 al 12,1% proforma al 30 settembre 2012 tenendo conto dei Monti Bond e dell'impatto della correzione degli errori.



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