Caso Carpatair, indagine su Alitalia per frode

1' di lettura

La procura di Civitavecchia apre un nuovo fascicolo per l'aereo finito fuori pista a Fiumicino. La decisione è legata al fatto che la compagnia italiana aveva venduto biglietti per voli affidati ad una diversa società

Il procuratore di Civitavecchia Gianfranco Amendola, che indaga sull'aereo Carpatair finito fuori pista a Fiumicino, ha aperto nell'ambito della stessa inchiesta un nuovo fascicolo questa volta sull'Alitalia.
L'ipotesi di reato per la compagnia di bandiera è frode in commercio.
L’avvio delle indagini su Alitalia è legato al fatto che la compagnia vende, come fossero voli Alitalia, biglietti per voli affidati ad una diversa compagnia.
Gli accertamenti sono stati disposti dopo che tutti i passeggeri hanno dichiarato di essere convinti di aver preso un aereo Alitalia ma in realtà il vettore era romeno.

Procedono i lavori sulle scatole nere - Intanto procedono i lavori sulle scatole nere del velivolo - che operava per conto di Alitalia - finito fuori pista, incidente per cui i magistrati di Civitavecchia hanno iscritto nel registro degli indagati i due piloti romeni per disastro e lesioni colpose.
L'aereo, che portava le insegne di Alitalia sulla carlinga, era diretto da Pisa a Roma con 50 persone a bordo e ha toccato terra due volte prima di fermarsi fuori dalla pista. Sedici persone a bordo sono rimaste ferite.

Codacons: "Bene apertura fascicolo" - La notizia ha ricevuto il plauso delle associazioni dei consumatori, tra cui il Codacons: "Abbiamo segnalato alla Procura e all'Antitrust la prassi, assolutamente scorretta, di non indicare con chiarezza sui biglietti il nome del vettore che eseguirà materialmente il collegamento aereo, nei casi in cui una compagnia appalta una determinata tratta ad una società terza - spiega l'associazione dei consumatori - Al momento, infatti, sui biglietti compare solo un incomprensibile codice alfanumerico che non garantisce trasparenza ai passeggeri".

Alitalia: "Rispettate tutte le normative" - Alitalia, dal canto suo, ribadisce "il pieno e totale rispetto della normativa Iata nei casi di vendita di biglietti per voli operati da altri vettori aerei in regime di wet lease o di codesharing, così come fanno le oltre 100 compagnie che utilizzano il wet lease e il codesharing".
La compagnia esprime "massima fiducia nella magistratura, nella convinzione della correttezza del proprio operato". Alitalia conferma "di aver sospeso il contratto di wet lease con Carpatair fino alla conclusione delle indagini su quanto accaduto all'Atr72 che operava il volo Pisa-Roma del 2 febbraio".

Leggi tutto