Mps, Mussari ai pm: pronto a rispondere ma non oggi

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E' slittato l'interrogatorio dell'ex presidente della banca senese e dell'Abi, indagato nell'inchiesta sullo scandalo che ha travolto l'istituto. Agli inquirenti romani, invece, Antonio Rizzo ha ribadito le accuse: "Mi avevano parlato della banda del 5%"

Giuseppe Mussari si è detto pronto a rispondere a tutte le domande dei pm di Siena, ma ha chiesto e ottenuto che il faccia a faccia con gli inquirenti slitti di qualche giorno. E' stato così rinviato l'atteso interrogatorio dell'ex presidente di Mps e dell'Abi: uno dei suoi legali, l'avvocato Tullio Padovani, era oggi impegnato in Cassazione e non poteva assisterlo a Siena, dove la Procura contesta a Mussari una serie di operazioni "sospette" compiute negli anni passati dall'istituto.

In una caserma romana delle Fiamme gialle, invece, è stato sentito come persona informata dei fatti, Antonio Rizzo, ex funzionario della banca d'affari tedesca Dresdner, che ha ribadito le sue accuse: "Ho confermato quanto avevo già messo a verbale nel 2008 e cioè che mi avevano parlato della banda del cinque per cento all'interno di Mps. Non ho problemi a dirlo, questa è la verità", ha detto Rizzo.

La procura di Roma, intanto, potrebbe verificare se allo Ior esistano conti "coperti" riconducibili a dirigenti del Monte Paschi di Siena ed accertare se, sempre presso lo Ior, si siano svolte "delicate riunioni" per definire l'operazione di acquisto di Antonveneta. Un articolo del Corriere della Sera, infatti, è finito all'attenzione dei pm della Capitale che da tempo indagano sulla banca vaticana per violazione della normativa antiriciclaggio.

Gli stessi pm, che sul caso Mps hanno aperto un procedimento per ostacolo alla vigilanza e manipolazione del mercato, scioglieranno entro breve con i colleghi toscani il nodo della competenza. Proprio sulla competenza, il Csm ha aperto una pratica: "Qualche iniziativa che ho definito estemporanea - ha osservato il vicepresidente di Palazzo dei Marescialli, Michele Vietti, con un riferimento indiretto alla procura di Trani - mi sembra più dettata da esigenze di inseguire notorietà che da un coerente e responsabile esercizio dell'azione penale".

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