Caso Mps, inchiesta a una svolta: pronti gli avvisi

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Sarebbero in arrivo dalla Procura di Siena gli inviti a comparire per gli indagati. Tra di loro non ci sarebbero politici. Intanto il Tar respinge la richiesta del Codacons di sospendere i Monti-bond

L’inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena sarebbe a una svolta. Nei prossimi giorni i pm di Siena che indagano sulle operazione dell’istituto potrebbero spiccare i primi avvisi di garanzia per gli indagati (una decina, secondo il quotidiano La Stampa), che saranno ascoltati in procura a partire dalla prossima settimana (QUI LA RASSEGNA STAMPA INTEGRALE). Secondo quanto si apprende gli indagati sarebbero circa dieci e tra di loro non ci sarebbe nessun esponente politico. L'assenza di politici dal registro degli indagati,  viene fatto osservare in ambiente giudiziario, sta a significare che  al momento l'inchiesta prende in esame esclusivamente il ruolo svolto  nei fatti oggetto di indagine dal precedente management, come aveva  gia' precisato la Procura di Siena in una nota qualche giorno fa.

La collaborazione di un manager alle indagini
- Fondamentale nelle indagini il ruolo di un manager del Monte Paschi che in questi giorni starebbe collaborando con i magistrati impegnati a ricostruire gli affari e le operazioni sospette di quel gruppo di funzionari e dirigenti per i quali si ipotizza il reato di associazione a delinquere.
Secondo il Corriere della Sera si tratterebbe di un manager dell'Area Finanza “che sta aiutando gli inquirenti a scoprire che cosa accadde al momento di trattare l'acquisizione di Antonveneta. E soprattutto sta svelando i reali termini dell'accordo che portarono a una plusvalenza di circa tre miliardi di euro concordata con i venditori del Banco Santander”.

Sotto la lente anche l'accordo con Jp Morgan - Si cerca di fare luce anche sul ruolo chiave dell'area finanza sull'accordo da un miliardo con Jp Morgan e sugli investimenti successivi sui derivati. Presunte manovre speculative e sospette plusvalenze. Operazioni per le quali si ipotizzano anche i reati di turbativa e aggiotaggio.

Di Tanno: “Su Jp Morgan mi nascosero le carte” -  E sul Fresh da un miliardo emesso da Jp Morgan per chiudere l'operazione Antonveneta "la verità è che sono nella stessa situazione della Banca D'Italia. Mi sono state nascoste carte decisive", afferma Tommaso Di Tanno, ex presidente del collegio sindacale del Monte dei Paschi di Siena, ora indagato per ostacolo alla vigilanza, in un'intervista al Corriere della Sera. Il parere positivo al Fresh del collegio sindacale "dell' ottobre 2008" arrivò perché "la lettera che cambia le carte in tavola", quella della "cosiddetta 'indemnity' che avrebbe fatto venir meno la natura di capitale dell'emissione trasformandola in un prestito" è successiva al parere, è del "marzo 2009. Lettera che peraltro mai ci è stata data".

Roma potrebbe indagare anche per ostacolo alla vigilanza - Per quanto riguarda invece l’inchiesta della Procura di Roma, il fascicolo resta contro ignoti ma i magistrati romani starebbero allargando la loro azione ipotizzando anche il reato di ostacolo alla vigilanza. I pm capitolini lavorano, quindi, sia sul fronte della manipolazione del mercato sia su eventuali ostacoli posti all'attività di controllo di Bankitalia e Consob.

Inchiesta derivati, si allarga l'inchiesta - Intanto l'inchiesta della procura di Trani aperta circa un anno fa su derivati "swap" sottoscritti da imprese pugliesi, che vedeva già coinvolte Banca Mps e Banco di Napoli, gruppo Intesa Sanpaolo, è stata estesa anche a UniCredit, Bnl (del gruppo Bnp Paribas ) e Credem.

Tar non sospende Monti Bond
- Il Tar invece non ha concesso la sospensione, chiesta dal Codacons, della procedura per la sottoscrizione dei Monti-bond per Mps e la procedura va quindi avanti. "Il procedimento per la sottoscrizione dei Nsf (Monti bond, ndr.) - spiega Bankitalia - può quindi proseguire il suo corso. La Banca d'Italia ha chiesto il rigetto del ricorso per la sua inammissibilita' e infondatezza e la condanna del Codacons al pagamento di una sanzione pecuniaria per lite temeraria, considerata la pretestuosità del ricorso. La valutazione tecnica espressa dalla Banca d'Italia in senso favorevole all'operazione - conclude la nota - era già stata resa nota nei suoi termini essenziali e trasmessa al competente ministero dell'Economia e delle Finanze".

Mps su Facebook: "La banca è solida" - Mps sulla sua pagina Facebook assiscura intanto con un messaggio i suoi clienti. "La Banca è solida - scrivono - la richiesta di sostengo pubblico (i Monti Bond) nasce per adeguare il patrimonio della Banca ai più stringenti requisiti stabiliti dall’EBA (European Banking Authoriry, l’Autorità Bancaria Europea) e scaturisce, in larghissima parte, al portafoglio dei titoli di stato italiano di proprietà della Banca e sensibile alle oscillazioni dello spread fra BTP italiani e BUND tedeschi.

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