Brindisi, la testimonianza delle amiche di Melissa

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Nel capoluogo pugliese, terza udienza per l'attentato avvenuto il 19 maggio scorso dove morì la ragazza sedicenne. Una delle coetanee della vittima: "Era accanto a me, pensavo ad un incidente o a un sogno, ero a terra, piena di sangue"

Si rivive il dramma della strage nell'aula del tribunale di Brindisi dove giovedì 31 gennaio, nella terza udienza del processo per l'attentato avvenuto il 19 maggio del 2012 all'ingresso della scuola Morvillo Falcone, hanno parlato davanti ai giudici della Corte d'Assise alcune delle ragazze rimaste ferite nell'esplosione che causò la morte della loro amica, la studentessa sedicenne Melissa Bassi.
"C'erano corpi carbonizzati, c'era Selena che veniva verso di me e gridava 'Melissa, Melissa"', ma la sedicenne era a terra, ferita: quando la descrizione di quel maledetto giorno si è fatta più particolareggiata Rita Bassi, la mamma di Melissa, ha chinato il capo ed è diventata ancora più piccola nell'aula 'Metrangolo'.

Vantaggiato non in aula - All'udienza non era presente - a causa delle sue cattive condizioni di salute, ha riferito il suo legale - Giovanni Vantaggiato, unico imputato, reo confesso della strage e dell'attentato compiuto nel febbraio del 2008 nei confronti di Cosimo Parato che l'imprenditore 69enne di Copertino riteneva responsabile di una truffa da più di 300mila euro compiuta in suo danno.
Uno dei momenti più difficili per Rita Bassi, che aveva accanto a sé il marito Massimo e il loro legale, Fernando Orsini, è stato proprio durante la deposizione di Federica C., la passeggera di un pullman proveniente da Perugia e arrivato a Brindisi pochi istanti prima dell'esplosione, che ha raccontato di aver visto i corpi carbonizzati.

Il racconto di Selena e Azzurra - Istanti terribili per mamma Rita anche quando Selena e Azzurra, due delle ragazze ferite nell'attentato, amiche di Melissa, hanno raccontato gli istanti che hanno preceduto e seguito il boato.
"Melissa era accanto a me, pensavo ad un incidente o a un sogno, ero a terra, piena di sangue. Poi mi hanno detto che c'era stata una bomba. Da quel momento non ricordo più nulla", ha detto Azzurra. La giovane ha anche raccontato di aver visto un uomo sospetto due settimane prima dell'attentato: sedeva su una panchina, aveva un giornale in mano, i capelli brizzolati (VIDEO).
Tragico anche il racconto di Selena che ha descritto i momenti successivi all'esplosione, quando si trovava insieme con Melissa nell'autoambulanza diretta a sirene spiegate verso l'ospedale: "Melissa mi ha guardato, le ho appoggiato la mano sulla spalla. Ha gridato, poi è rimasta in silenzio".
"Ho visto tutto arancione, ero avvolta dalle fiamme. - ha anche detto Selena ricordando il momento dell'esplosione - Ho sentito una spinta da dietro, poi sono andata in bagno e ho chiamato mamma, le ho detto di venire perche' era successo un incidente, credevo di essere stata investita, poi ho visto Azzurra e Melissa e ho capito che era accaduto qualcosa di più grave".

Lunedì 4 febbraio la quarta udienza del processo - Rispondendo alle domande degli avvocati di parte civile Marcello Falcone e Rosanna Saracino, la ragazza ha poi raccontato di non sentirsi più a suo agio tra i banchi di scuola.
"Per me, - ha detto - la scuola è finita quel giorno". Un altro momento da brivido in aula è stato quando ha parlato Francesco Calavita, uno dei collaboratori scolastici della scuola Morvillo Falcone, che una decina di minuti prima dell'esplosione aveva sollevato il coperchio del contenitore blu per la raccolta differenziata posizionato davanti all'ingresso dell'istituto e nel quale c'erano le tre bombole riempite con polvere esplosiva fatte poi saltare a distanza con un telecomando.
"Ho aperto il cassonetto, ho visto una bombola bianca senza fili. Poi c'era una busta nera per la spazzatura", ha detto. "Quando ho sentito l'esplosione - ha aggiunto - ho pensato subito a quel cassonetto e quando l'ho visto era disintegrato".
Lunedì 4 febbraio, ci sarà la quarta udienza del processo. Saranno ascoltate altre due ragazze ferite, Vanessa e Veronica: quest'ultima è la studentessa della Morvillo Falone che riportò le lesioni più gravi e che ha trascorso un lungo periodo in coma, ricoverata prima nell'ospedale di Brindisi e successivamente in quello di Pisa.
Il 13 febbraio sarà ascoltata la moglie dell'imputato, Giuseppina Marchello e il 20 toccherà a Cosimo Parato, prima vittima degli attentati compiuti da Vantaggiato.

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