Yara, la famiglia si oppone ad archiviazione fascicolo Fikri

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I genitori della 13enne di Brembate restano convinti che la traduzione originale della frase ("Allah, non l’ho uccisa io") pronunciata dall’operaio marocchino, unico indagato per l’omicidio, fosse esatta. Ma i nuovi accertamenti lo scagionerebbero

La famiglia di Yara Gambirasio si oppone all'archiviazione del fascicolo di Mohammed Fikri, l'operaio marocchino che a tutt'oggi continua ad essere l'unica persona indagata per il rapimento e l'omicidio della 13enne di Brembate di Sopra. La richiesta è stata presentata dieci giorni fa dal pm Letizia Ruggeri dopo che il gip Ezia Maccora aveva richiesto un supplemento d'indagine. I nuovi accertamenti si erano incentrati soprattutto sulla traduzione della frase che il marocchino aveva detto al telefono e aveva portato all'arresto dell'uomo, rilasciato poco dopo. Secondo due interpreti era stata "Allah, non l'ho uccisa io", secondo altri quattro erano imprecazioni contro un creditore che non rispondeva al telefono. Sei nuove traduzioni avevano convalidato questa seconda ipotesi e in base a questo, era stata presentata la richiesta di archiviazione contro la quale ora la famiglia Gambirasio tramite l'avvocato Enrico Pelillo ha depositato la sua opposizione, basata sulla convinzione che invece la traduzione originale fosse esatta, e l'operaio avesse detto proprio "Non l'ho uccisa io".

Sarà il gip Ezia Maccora a prendere una decisione dopo avere valutato gli atti. Tutto questo quando manca poco più di un mese alla chiusura definitiva delle indagini sull'omicidio di Yara, prevista alla fine di febbraio. Senza che, nonostante gli oltre 12.000 campioni di Dna prelevati a chi in qualche modo poteva essere implicato nel caso, ci sia alcun sospettato per l'omicidio.

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