Ruby, i giudici: “Processo va avanti, sentenza dopo il voto”

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I magistrati di Milano hanno ritoccato il calendario del processo che vede imputato Silvio Berlusconi: l’ultima udienza l’11 marzo. Respinta la richiesta di Ghedini di sospendere il dibattimento per la campagna elettorale

I giudici del tribunale di Milano, davanti ai quali si sta celebrando il processo Ruby che vede imputato Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile, hanno respinto la richiesta dei difensori dell'ex premier di sospendere il processo sul caso Ruby per un loro impedimento in quanto impegnati nella campagna elettorale perché entrambi candidati per il Pdl. Secondo il collegio la richiesta "non è assimilabile al legittimo impedimento", inoltre si tratta di un  "impedimento generico poiché avanzato per tutta la campagna  elettorale e non incompatibile con le date del processo".
I giudici nella loro ordinanza di rigetto hanno stabilito che la sentenza sarà comunque dopo il voto. I magistrati, ritoccando il calendario assieme alle parti, hanno infatti fissato l'ultima udienza all'11 marzo.
Il presidente del collegio giudicante Giulia Turri ha sollecitato inoltre i pm a rinviare la loro requisitoria dopo le elezioni. Invito respinto però dal pm Ilda Boccassini che ha ribadito di volerla pronunciare prima del voto rimettendosi tuttavia alle valutazioni dei giudici.
"Se lei chiede ai pm se vogliono fare un momento di riflessione prima della requisitoria, la risposta è no, la procura non può essere gravata da un peso che non le compete", ha risposto Boccassini in aula (VIDEO).

Ritoccato il calendario delle udienze - Il collegio della IV sezione Penale ha fatto presente che uno dei tre giudici (Carmen D'Elia) è stata applicata ad un'altra sezione del tribunale e che quindi le prossime udienze del processo dovevano essere calendarizzate con cura. I giudici hanno spiegato che non potevano essere utilizzate le udienze del 18 e del 25 febbraio, perché riservate a processi con imputati detenuti. Dunque, da calendario, per il prossimo 28 gennaio è prevista l'audizione come teste della mamma di Ruby. Non verranno invece in Aula, perché come ha stabilito il Tribunale superflui, l'attore George Clooney, il calciatore Cristiano Ronaldo e altri testi chiesti dai difensori dell'ex capo del governo. Il 4 febbraio verrà utilizzato invece per l'ascolto di eventuali ulteriori testi. Resta a febbraio una sola udienza che rimane fissata, quella dell'11 febbraio. Per impegni del collegio si riprenderà il 4 marzo.

Ghedini: "Noi candidati, processo va sospeso" - Niccolò Ghedini, uno degli avvocati di Silvio Berlusconi, ha nuovamente chiesto all'inizio dell'udienza del 21 gennaio lo stop al processo (VIDEO) perché altrimenti lui, il suo collega Piero Longo e lo stesso ex premier non possono occuparsi della campagna elettorale. Richiesta nuovamente respinta, così come era accaduto nella scorsa udienza. Ghedini ha fatto presente ai giudici che è avvenuto nella mattina del 20 gennaio il deposito definitivo delle liste elettorali dalle quali si evince anche la sua candidatura e quella di Longo in Veneto. "E' quindi aperta la campagna elettorale e stamattina saremo dovuti essere a una riunione per il coordinamento di questa, nella quale conta il voto di lista e, se non si raggiunge un determinato quorum di voti, nessuno viene eletto". Ghedini si è definito "molto amareggiato" perché, nell'ambito di una "leale collaborazione col tribunale", "non si senta l'esigenza di consentire ai parlamentari uscenti di contribuire alla campagna elettorale". Ghedini ha ricordato che nel 2001, 2006, 2008 e 2010 "abbiamo sempre avuto il rinvio per la campagna elettorale". Se il tribunale non dovesse accogliere ancora, come già accaduto in passato, la richiesta di sospendere il processo, "valuteremo il da farsi", ha aggiunto Ghedini. Una delle mosse possibile sarebbe rinunciare al mandato di avvocato che significherebbe attendere la nomina di un sostituto e quindi far trascorrere il tempo.

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